Gazzetta di Reggio

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E’ nato il comitato “No al cogeneratore”

di Mauro Grasselli
E’ nato il comitato “No al cogeneratore”

Il presidente Ferrari: «Vogliamo sapere che tipo di macchina è, che cosa viene bruciato e quali filtri vengono usati»

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BIBBIANO. Dalla protesta agli atti formali. Un gruppo di cittadini ha costituito il comitato “No al cogeneratore a Bibbiano”, che punta a fare chiarezza sull’impianto installato dalla ditta A2B nella zona artigianale di Corniano, in mezzo a una cinquantina di altre aziende, a fianco di un caseificio e di un ristorante, a poche centinaia di metri dall’istituto Maria Ausiliatrice (asilo, elementari e medie) e dalle abitazioni. Poco oltre – ma siamo nell’ordine delle centinaia di metri – c’è il centro di Bibbiano.

La vicenda nasce circa un anno e mezzo fa quando la A2B, con sede legale a Bologna, prende in affitto un’area nella zona artigianale di Corniano. Gli abitanti della zona vedono nascere una specie di container da cui escono vari tubi. Che sarà? Le varie ipotesi svaniscono quando la macchina viene messa in funzione, nel gennaio scorso: è un cogeneratore ad olio di colza, a quanto pare, finalizzato alla produzione di energia elettrica ed acqua calda.

FUMO E NAUSEA. Ma ci sono problemi collaterali: dal tubo principale (circa 50 ccentimetri di diametro) esce fumo. Nero e denso quando l’impianto è appena acceso e durante i collaudi; biancastro negli altri momenti. Fumo che si diffonde nei paraggi, con conseguenze spiacevoli per chi lavora e abita nella zona artigianale: nausea, tosse, mal di gola.

Che cos’è un cogeneratore? In ingegneria energetica, la cogenerazione è il processo di produzione contemporanea di energia meccanica, di solito trasformata in corrente elettrica, e di calore utilizzabile per riscaldamento e-o processi produttivi-industriali.

ASSEMBLEA E GARANZIE. Le aziende della zona discutono tra di loro e decidono di rivolgersi all’amministrazione comunale per chiedere chiarimenti. Il Comune illustra il progetto della A2B e attiva l’Arpa per effettuare controlli, poi sospende l’attività del cogeneratore. Data dello stop: 17 marzo scorso. Ma circolano voci relative alla riapertura dell’impianto. I cittadini chiedono un incontro al nuovo sindaco Andrea Carletti, che accetta. Visto il numero dei partecipanti, l’assemblea si svolge al cinema Metropolis, che si riempie. Il sindaco assicura: «Nessuna decisione verrà presa senza essere prima condivisa con il comitato. La nostra priorità è la tutela della salute e del benessere dei cittadini».

DIFFIDA E STOP. A seguito dello stop, la A2B invia al Comune una diffida, minacciando di chiedere il risarcimento dei danni nel caso in cui la sospensione dell'attività del cogeneratore non venga revocata. Lunedì 9 giugno il Comune comunica all'azienda ulteriori 40 giorni di stop per valutare l'esito delle analisi compiute dagli enti preposti. Ma che cosa accadrà attorno al 20 luglio, al termine del periodo di stop? Per tentare di rispondere ai vari questiti, nasce il comitato “No al cogeneratore”. Nove i soci fondatori, tutti imprenditori o gestori delle ditte circostanti, «ma siamo già 200 persone – assicura Remigio Ferrari, presidente del comitato – se andiano a contare le firme raccolte. Il nostro scopo – prosegue Ferrari – è chiarire che cosa si sta facendo. Finora sono state fatte delle chiacchiere, ma niente di operativo».

CON CHI PARLIAMO? «Ci sono stati vari incontri per capire che cosa sta accadendo, ma non abbiamo ancora capito chi sono i nostri interlocutori. L’A2B gestisce l’impianto, la Reggiomarmi è la proprietaria dei terreni, la Eon ha costruito la macchina. Inoltre, non si capisce che tipo di combustibile venga usato. Olio di colza è un termine molto generico: ci sono tre categorie, in base alla presenza di acido erucico».

CHE COSA SI BRUCIA? «Quello usato per friggere è olio di canola, in cui l’acido erucico è al massimo al 2%. Se è in grossa quantità, è tossico. Su internet si trovano casi di intossicazione come quello clamoroso del 1981 in Spagna (25mila intossicati, 400 morti). La Comunità europea ha proibito l’utilizzo di queste sostanze con quei parametri. Per cui ci chiediamo: che cosa brucia la A2B?».

MACCHINA E FILTRI. Altra questione sollevata dal comitato: «Che tipo di macchina è quella della A2B? Sulla carta si riesce a fare di tutto – Ferrari allude alle schede tecniche dell’impianto – ma qual è la tipologia esatta del macchinario? Come si filtrano i vari tipi di oli usati? Il nostro obiettivo è proprio capire qual è la situazione, a maggior ragione se si prevede che il cogeneratore debba funzionare 24 ore al giorno, per 350 giorni l’anno con 15 giorni di manutenzione annua».

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