Omicidio in Polonia, la difesa punta sull’infermità mentale
Scandiano, il legale di Manzotti: «Ho documenti medici molto importanti per valutare la capacità di intendere e di volere»
SCANDIANO. Comincia a delinearsi la tesi difensiva che verrà utilizzata per l’omicidio avvenuto il 18 giugno scorso in Polonia, con protagonisti Fermo Manzotti, la moglie Teresa Misa (la vittima) e uno dei tre figli della coppia, di quattro anni (il testimone). L’avvocato Noris Bucchi, legale di Manzotti – artigiano di Arceto ritenuto l’autore del delitto – ha trovato carte ritenute importanti in vista dell’impostazione processuale. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) ho reperito la documentazione medica relativa agli ultimi anni – spiega l’avvocato –. Documentazione molto importante e utile al fine di valutare la capacità di intendere e di volere di Manzotti».
Dove l’ha reperita? «Non posso dirlo, ma sono riuscito a reperirla, ed è molto importante». Come la utilizzerà? «Sottoporrò questa documentazione ad un medico legale. Dimostrerebbe l’esistenza di problemi per Fermo Manzotti. Ritengo siano validi elementi da approfondire».
Il delitto è avvenuto attorno alle 7 di mattina del 18 giugno nei pressi di Chmielowie, nel Sud della Polonia. Ogni mattina Fermo accompagnava al lavoro la moglie partendo dall'abitazione situata a Nowa Deba, a 13 chilometri da Chmielowie, e utilizzando la propria auto, una Opel Zafira. Quella mattina è nata una discussione tra i coniugi. All'improvviso Manzotti ha fermato l'auto ai margini di una stradina di campagna e ha chiesto alla moglie di baciarlo. Lei si è avvicinata per farlo e lui l'ha colpita con estrema violenza al collo con un coltello, ripetutamente, arrivando quasi alla decapitazione. Poi ha tentato il suicidio ferendosi ai polsi e al collo. Secondo una delle ipotesi riportate dalla stampa polacca, l’uomo avrebbe infine messo il coltello nelle mani della moglie per inscenare un’aggressione da parte della donna. Il bimbo è uscito dall'auto e ha chiesto aiuto. I soccorritori hanno constatato la morte della donna e hanno trasportato Manzotti all'ospedale di Tarnobrzeg, dove è stato ricoverato in gravi condizioni.
I due si erano conosciuti 11 anni fa quando lei faceva la barista a Sabbione e lui l'artigiano nel settore del montaggio di serramenti e infissi. Teresa aveva poi accettato di lavorare come badante e di prendersi cura del padre di Fermo.
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