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«Non c’entro con la società “cartiera”»

Parla l’avvocato reggiano che ora vive in Thailandia: «Al di là della pallamano a Rubiera, frequentavo poco Gibertini»


06 luglio 2014 di Tiziano Soresina


La voglia di cambiare radicalmente vita in Thailandia – con la famiglia si trova a Koh Samui, una delle più belle isole a vocazione turistica del Paese orientale – e la netta presa di distanza dalla società (la “Levante srl”, domiciliata in quello che fu il suo studio legale in via Cadoppi 4 ) che ora è nel mirino degli inquirenti che si occupano della maxi frode da 33 milioni di euro.

E’ quanto emerge dalle parole dell’avvocato 53enne Federico Pozzi, entrato in contatto con la Gazzetta tramite l’avvocatessa Enrica Sassi che tutela il legale reggiano per eventuali questioni che possono sorgere nei suoi confronti in Italia.

Avvocato Pozzi, partiamo dall’addio a Reggio: come e perchè?

«La mia decisione di cambiare vita risale a parecchio tempo fa. Dal luglio 2011 ho affrontato diversi viaggi in Asia (Cina, Thailandia, Filippine) per sondare il terreno in termini di opportunità di lavoro, come del resto hanno fatto altri nostri connazionali colpiti dalla crisi. Dal gennaio 2012 ho iniziato un’attività lavorativa in Thailandia. Sono impegnato nel settore alimentare. Non esiste, quindi, nessun mistero sul mio trasferimento all’estero. Non è avvenuto alla chetichella. Tutti i miei amici sapevano e sanno perfettamente dove sono e cosa faccio».

A proposito, Marco Gibertini è davvero un suo amico?

«Che fossi amico di Gibertini è certamente vero, ma lo ero come lo erano anche tantissimi altri miei colleghi. Anzi al di fuori di quelle che erano le relazioni dovute alla dirigenza sportiva della pallamano Rubiera, non c’era un rapporto di frequentazione assidua. Altri miei colleghi erano molto più legati a lui».

Il pm Valentina Salvi ritiene, alla luce delle indagini fatte, che Gibertini ed altri due imprenditori utilizzassero come “cartiera” la società “Levante srl” che era domiciliata nel suo studio legale. Che idea si è fatto di questa vicenda?

«La costituzione della “Levante srl” è stata fatta il 9 febbraio 2012 ed io avevo svolto, nel periodo precedente unicamente consulenza per la costituzione, ed avevo acconsentito ad una domiciliazione temporanea della società presso il mio studio. Temporanea perché il mio studio sarebbe rimasto aperto non oltre il mese di aprile 2012. La domiciliazione di una società presso lo studio di un professionista è una pratica assai comune. Che cosa avrei dovuto fare, pretendere di essere informato su tutte le operazioni che la società stava facendo? La mia prestazione professionale si era già esaurita prima della costituzione della società, il resto non era di mia competenza. Gli inquirenti che hanno svolto con grande diligenza un lavoro, sicuramente non facile, avranno passato al setaccio anche le informazioni relative al sottoscritto, avranno controllato tabulati telefonici ed altro ancora e se alla fine non sono stato inserito fra i 41 indagati un motivo ci sarà».

L’ultima annotazione è dell’avvocatessa Sassi, relativamente alle indagini in corso in altre procure nei confronti di Pozzi e indicate nell’ordinanza emessa dal gip Angela Baraldi sulle richieste di misure restrittive per la maxi frode: «Sono procedimenti di Avezzano (L’Aquila) – rimarca – che non hanno a che vedere con Reggio e ci risultano archiviati. Riguardano l’attività svolta in passato dal mio assistito come consigliere di società. A Pozzi non è stato, attualmente, notificato alcun avviso di garanzia per alcun reato, non ci risultano perciò indagini pendenti».

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