Il bivacco si sposta in piazzale Europa
Tra senzatetto e spacciatori: i diversi volti del degrado
Dopo la stazione, piazzale Europa. Bivacchi, degrado, microcriminalità. Ore 22.30, piazzale Marconi, un qualsiasi venerdì d’estate. Ma potrebbe essere un giorno qualunque. È il deserto. Valigia alla mano, qualche viaggiatore entra ed esce dalla stazione per raggiungere la propria destinazione, fra treni cancellati all’ultimo minuto e lunghe attese. È qui il cuore del degrado e del bivacco che inquieta le notti reggiane, sebbene sul davanzale esterno dello Chef Express, teatro in passato di scippi, risse e aggressioni, non ci sia seduto praticamente nessuno. Ed è proprio qui che arriveranno gli spuntoni a fare da deterrente al bivacco, ammesso che le Ferrovie – proprietarie dello stabile – concedano di realizzare l’intervento. All’orizzonte, anche un piano di iniziative in collaborazione con il Comune per rilanciare l’immagine del bar, che prevede eventi come presentazioni di libri e altre manifestazioni aperte alla cittadinanza.
Intanto, due blitz di carabinieri e polizia in pochi giorni hanno già allontanato molte presenze moleste: giovani, spesso di origine extracomunitaria, che erano soliti trascorrere tutti i giorni davanti al locale. Di loro adesso però sembra si siano perse le tracce, anche per la presenza costante di una squadra di otto vigili urbani, di pattuglia durante il giorno. Di degrado – a quest’ora della sera – neanche l’ombra. Ma è solo apparenza. Non tanto perché, una volta varcata la soglia della stazione, c’è già qualche senzatetto costretto a trascorrere la notte su una panchina, disteso proprio nell’atrio, davanti alla biglietteria. Ma anche perché è sufficiente scambiare due chiacchiere con qualche tassista notturno per entrare a conoscenza di un mondo sotterraneo, popolato da presenze invisibili, dove non mancano racconti di episodi allarmanti. Come un furto avvenuto in passato al personale della stazione in servizio sul binario, al quale hanno rubato tablet e altri oggetti. Una telecamera di sorveglianza ha ripreso tutto: un giovane entrato nei locali che, dopo aver frugato in cassetti e armadietti, ha preso ciò che gli capitava a tiro. Oppure come i tanti furti di biciclette visti e mai denunciati. Anche per paura: «Se diciamo qualcosa – raccontano i tassisti – rischiamo che ci salgano dentro la macchina. E poi se li arrestano sono liberi il giorno dopo».
In attesa di clienti, tre tassisti parlano proprio dei famosi spuntoni in arrivo, che non piacciono molto ai residenti della zona. E i tassisti sono d’accordo con loro. «Il problema – spiegano – è che bisogna parlare con questi ragazzi molesti e soprattutto con i genitori. Chiedere: perchè non studiano? Perchè non lavorano? Sono tutti seconde generazioni, se non li si recupera ora non li si recupererà più». Sostengono che, da quando sono aumentati i controlli, in una manciata di giorni il bivacco è diminuito. O meglio, si è solo spostato. E sono rimaste solo alcune persone di origine rom, giudicate innocue, che dormono dietro ad un’ala dello stabile ferroviario, di fronte alle rastrelliere, sul lato del deposito di biciclette. Ad essere preso di mira, ora, è soprattutto piazzale Europa. Il passo è stato breve. «È stato sufficiente attraversare il sottopassaggio pedonale: è un po’ come nascondere la polvere sotto il tappeto». Hanno ragione. Dalla stazione dei treni alla stazione degli autobus. E basta fare un salto al di là dei binari perché la notte ritorni in effetti inquietante, illuminata solo a tratti da lampioni considerati mai del tutto sufficienti. Di giorno, invece, è la stessa luce solare a nascondere ciò che non conviene vedere. Non solo i cosiddetti pendolari del sesso, che arrivano in stazione per poi recarsi negli appartamenti chiusi sparsi nella zona, molti dei quali identificati proprio nel corso delle ultime maxi-operazioni delle forze dell’ordine. Di giorno, la stazione dei treni torna un luogo di varia umanità, attraversata da centinaia di viaggiatori. I controlli della Polfer partono già sui treni, dove non mancano spacciatori pendolari nascosti tra la folla, che salgono in una stazione e scendono in un’altra, dopo aver recuperato la sostanza stupefacente lasciata da qualche “compare” nella toilette di un vagone.
Ci sono però anche altri viaggiatori che meritano attenzione, sebbene diversa. Sono ancora i senzatetto, che salgono su un treno a Modena per recarsi nelle mense Caritas di Reggio, più facili da raggiungere rispetto alla mensa modenese di San Cataldo, troppo distante dalla stazione della città della Ghirlandina, dove trascorrono la notte. Per loro, la forza non serve, ma un piano di interventi sul campo del sociale. Ed è proprio ciò che hanno già annunciato dal Comune nel giro di qualche mese, integrando controlli a progetti specifici di assistenza alle persone in difficoltà.
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