«Ragazzo allegro con la passione per il Gp»
Niki Maioli, la vittima, amava la Formula 1 e la musica di Vasco Rossi. Lo strazio dei due fratelli
SAN POLO. «Niki andava matto per i suoi nipoti. Mia figlia di 3 anni faceva salti alti così quando lo vedeva arrivare. Le abbiamo detto che lo zio non c’è perché è andato via». Federico e Riccardo sono i fratelli di Niki Maioli.
A poche ore dalla tragedia aprono la loro porta di casa, in via Crocetta 4, dove da una settimana era tornato a vivere anche il fratello Niki, dopo che si era chiusa la relazione con la sua convivente. Con la ragazza condivideva ancora l’auto, la Renault Clio verde su cui è stato trovato morto. Aprono la porta, i due Maioli, anche del cuore, e raccontano con le lacrime agli occhi del fratello con la passione del Gp e della Formula 1 e di Vasco Rossi. Federico, il maggiore dei tre fratelli, ha 39 anni ed è metalmeccanico, un ragazzone dal viso buono e cordiale, come gli altri fratelli. A lui e a Riccardo, 32 anni, salgono le lacrime agli occhi, ancora di più quando si chiede loro della mamma, Mina che vive nella grande casa. Ha 64 anni e il marito Rino è morto dieci anni fa; per lei il dolore è straziante.
«Sembra sia stato un infarto. Il magistrato non ha sequestrato neppure l’auto – dice Federico – Niki però non aveva mai avuto problemi di salute importanti. O almeno non ce ne ha mai parlato. Era un ragazzo alegro e amava la compagnia, ma delle sue cose parlava poco. Abbiamo riso e scherzato ieri sera (sabato, ndr) prima che se ne andasse. Stava bene. Poi è andato alla festa della Birra a Trinità. Quelli che lo hanno visto dopo, dicono che era a posto».
Niki Maioli era carrellista alla Icm di Montechiarugolo, a Parma: un’azienda che produce bidoni per le vernici. Molte foto in casa lo ritraggono in momenti di svago e relax. Fino a una settimana fa aveva vissuto con l’ex compagna in via Fratelli Cervi sempre a San Polo. Poi era tornato a casa. Federico e Riccardo sono entrambi papà e Niki Maioli aveva tre nipoti: un maschietto di 4 mesi e una bimba di otto, figli di Riccardo e una piccola di tre anni figlia di Federico. «Per loro andava matto...». ripetono i fratelli. Impossibile farsi una ragione dell’accaduto.(m.f.)
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