Un infarto lo uccide mentre è alla guida VIDEO
La vittima è un carrellista di 36 anni finito con l’auto in un fosso in via Crocetta a poche centinaia di metri da casa
SAN POLO. Il numero “58” di Simoncelli tatuato sulla nuca e la musica del “Blasco” sempre nel cuore. Erano le due passioni di Niki Maioli, carrellista di 36 anni – ne avrebbe compiuti 37 il 15 dicembre – l’uomo trovato morto nella sua auto finita in un fosso, in via Crocetta, a San Polo, all’alba di ieri.
Il secondo 36enne stroncato da un infarto nel giro di pochi giorni nel Reggiano; la seconda famiglia travolta da un’inaspettata tragedia, dopo la morte del giovane di Cavazzoli, Luca Camparini. Perché di un infarto fulminante, che avrebbe colto Maioli mentre era alla guida, paia si tratti pure in questo caso, anche se ora si attendono le disposizioni della magistratura – forse un’autopsia.
Sul corpo di Maioli nessun segno di contusioni e l’auto ha sbandato avanzando lentamente fino a fermarsi nel piccolo fossato. Quello che, solo per pochi momenti è parso essere un incidente, è avvenuto all’alba di ieri in via Crocetta, nelle campagne di Barcaccia, a poche centinaia di metri dalla casa dove il carrellista di 36 anni era tornato a vivere con i familiari dopo una convivenza purtroppo finita male. L’allarme per quell’auto nel fosso, una Renault Clio verde vecchio modello in uso a Maioli, è scattato alle 6.40, ma da una prima analisi cadaverica sembra che la morte possa risalire ad almeno un’ora prima. I primi ad accorgersi dell’auto e a lanciare l’allarme sono stati i Sezzi, gli allevatori che si trovano a poche decine di metri di distanza, e in quel momento erano intenti ad accudire le loro loro vacche.
In pochi minuti in via Crocetta sono arrivati i mezzi di soccorso, l’ambulanza e l’automedica da Sant’Ilario. Prima di loro i fratelli di Maioli, Riccardo e Federico, erano già là, avvisati dai vicini, a disperarsi accanto alla macchina e al corpo del fratello morto. Per mezzora sono state effettuate le manovre di rianimazione. Un ultimo disperato e inutile tentativo. Il corpo del 36enne riverso sull’erba è stato coperto dal lenzuolo bianco in attesa delle disposizioni del magistrato. Sul posto gli agenti della polizia stradale di Castelnovo Monti che ora conducono le indagini. La salma è stata ricomposta all’obitorio di Coviolo. Bisognerà aspettare l’autorizzazione della magistratura per procedere al funerale.
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