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Finisce in ospedale dopo lo spinello a scuola

Finisce in ospedale dopo lo spinello a scuola

Le storie a rischio: il 18enne spacciatore finito in comunità, la biondina che si prostituiva per l’eroina

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REGGIO EMILIA. I minorenni che pagano dazio entrando nel tunnel della droga, gli istituti scolastici (non solo le Superiori, ora anche le Medie) divenuti luoghi in cui la Mobile interviene sempre più spesso.

Sono casi-limite, ma a Reggio esistono. Come quello di una sedicenne che nel bagno della scuola fuma uno spinello, sta male e finisce in ospedale. Succede anche nelle ore autogestite: i ragazzi ascoltano musica, ma fumano (per lo più cannabis, ma anche l’eroina che ora non fa più paura come il “buco” di un tempo). In un altro blasonato istituto scolastico reggiano, un diciottenne è stato “pescato” con 4 grammi di hascisc addosso e dalla perquisizione in casa sua ne spuntano altri 10 grammi, ma soprattutto l’attrezzatura per confezionare le dosi. Il ragazzo è stato denunciato – per spaccio – alla procura minorile di Bologna ed ora è in comunità. Ancora più stordente la vicenda di una biondina dagli occhi azzurri, universitaria, trovata dai poliziotti in via Turri, in compagnia di spregevoli spacciatori. Era “fatta” di eroina, vendeva il proprio corpo pur di drogarsi, aveva iniziato credendo assurdamente di combattere in questo modo la bulimia... E’ stata denunciata, però ora si occupa di lei la struttura attiva all’ex ospedale Spallanzani. Fra i giovani dilaga il reperimento di droghe via Internet («Individuiamo i siti, ma non riusciamo ad oscurarli per più di 24-48 ore» aggiunge il capo della Mobile): fanno uso di smart drugs , le droghe “furbe”, così chiamate proprio perché commercializzate come prodotti naturali, al confine tra legalità ed illegalità. «Vedo grande determinazione nei genitori che hanno un figlio che s’è complicato la vita con la droga – commenta il direttore del Sert di Reggio – ma è importantissimo, prima, saper cogliere nei ragazzi gli inequivocabili segnali che traspaiono dall’uso di stupefacenti». (t.s.)

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