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«Io e mio figlio ci siamo salvati nuotando in strada»

«Io e mio figlio ci siamo salvati nuotando in strada»

Il drammatico racconto dell’uomo rimasto con l’auto intrappolato nel sottopasso allagato di via Makallè

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REGGIO EMILIA. La grandine e la pioggia che oscurano la vista, la strada che diventa un fiume in piena e l'auto che si solleva come una nave prima di affondare.Poteva finire in tragedia la disavventura capitata a Michele Aliberti, 46 anni, che ieri pomeriggio, assieme al figlioletto, è rimasto bloccato dall'acqua che ha colmato il sottopasso di via Makallé, rischiando di affogare senza avere alcuna possibilità di muoversi. Solo un coraggioso e disperato gesto di ribellione ha salvato lui è il figlio: il 46enne è infatti riuscito a uscire da un finestrino, nuotando fino al vicino marciapiede e salvando così la vita a se stesso e al figlio.

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La vicenda si è sviluppata in pochi minuti, attorno alle 16.15, quando le precipitazioni hanno raggiunto il loro culmine. Il 46enne stava guidando con grande prudenza la sua Mercedes Classe A nera diretto verso casa, ignaro di quel che lo attendeva nel sottopassaggio, pochi metri più avanti. «Stavo percorrendo via Makallé, proveniente da Santa Croce, quando ho visto che nel sottopassaggio c'era un'auto ferma - racconta l'uomo a pochi minuti dall'incubo - credevo fosse in coda, nell'attesa di ripartire, così l'ho raggiunta e ho frenato: solo allora mi sono reso conto che la strada era allagata».

L'incredibile intensità con cui la pioggia e la grandine infierivano sulla città hanno impedito all'uomo di vedere l'acqua che aveva riempito il sottopassaggio di via Makallé, e il 46enne non si è accorto di nulla fino a che non si è trovato letteralmente sommerso dall'acqua. L'auto si è sollevata dall'asfalto, galleggiando a diversi centimetri dalla strada allagata, con l'acqua che ha raggiunto i finestrini, minacciando di invadere l'abitacolo, al cui interno si trovava Aliberti assieme al figlio.

L'uomo, in un primo momento, ha cercato di richiamare l'attenzione dei pochissimi passanti che si trovavano vicino, chiedendo l'intervento dei soccorsi, poi, temendo per la propria vita e per quella del figlio ha deciso di compiere un ultimo, disperato tentativo per mettersi in salvo.«Mi sono tolto le scarpe, ho preso mio figlio e siamo usciti dal finestrino - racconta l'uomo - siamo riusciti in qualche modo a nuotare fino al marciapiede, mettendoci in salvo». Per l'uomo e per il bambino l'avventura si è risolta con un grosso spavento. Qualche minuto dopo sul posto sono giunti i soccorsi e la polizia municipale, che ha bloccato la strada. Quando il livello dell'acqua si è abbassato, anche l'auto è stata recuperata. (d.v.)

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