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il contratto collettivo

L’allarme Fiba-Cisl «Sportelli bancari a rischio chiusura»

REGGIO EMILIA. «Lo strappo di Federcasse sul contratto rischia di provocare un danno non solo a dipendenti e clienti, ma anche di azzerare il ruolo di volano economico che in numerosi territori...

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REGGIO EMILIA. «Lo strappo di Federcasse sul contratto rischia di provocare un danno non solo a dipendenti e clienti, ma anche di azzerare il ruolo di volano economico che in numerosi territori emiliano-romagnoli il sistema delle Banche di Credito Cooperativo ha rappresentato finora». È l’accusa di Leonello Boschiroli, segretario generale territoriale dei bancari (Fiba) Cisl, nel commentare l’ipotesi che Federcasse, l’associazione delle Banche di Credito Cooperativo, nell’incontro chiarificatore previsto con i sindacati a Roma il 10 luglio, possa disapplicare il contratto nazionale di lavoro. Una realtà che a Reggio Emilia coinvolge il Banco Emiliano e il Credito Cooperativo Reggiano: 350 dipendenti e 43 sportelli sul territorio. La vicenda è nata il 26 novembre, quando i banchieri avevano dato la disdetta del contratti, poi sospesa con l’accordo siglato con i sindacati il 2 aprile, a condizione però che si fossero trovati accordi su una serie di tematiche. Accordi che Federcasse non ha firmato, quindi la disdetta è rimasta e il 30 giugno il contratto collettivo è scaduto. «Se nell’incontro la decisione fosse confermata – continua Boschiroli – le conseguenze sarebbero più gravi, poiché su 14 banche commissariate in Italia, ben 7 sono Bcc».

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