Le istituzioni in coro «Vogliamo giustizia per i nostri Martiri»
REGGIO EMILIA. Sarà stato per il debutto del neo sindaco Luca Vecchi, oppure per la presenza del segretario generale della Fiom-Cgil, il reggiano Maurizio Landini, ma la ricorrenza del 54esimo...
REGGIO EMILIA. Sarà stato per il debutto del neo sindaco Luca Vecchi, oppure per la presenza del segretario generale della Fiom-Cgil, il reggiano Maurizio Landini, ma la ricorrenza del 54esimo anniversario dell’uccisione dei Martiri del 7 luglio ha registrato una partecipazione particolarmente numerosa di cittadini.
Sia in occasione del corteo, che ha ripercorso i luoghi in cui sono stati uccisi dalla Polizia i cinque lavoratori reggiani, sia in sala Tricolore dove erano presenti il prefetto, il questore, vari parlamentari reggiani, numerosi sindaci e la nuova giunta.
I tre relatori ufficiali, a partire dal sindaco, Luca Vecchi, dal presidente della Provincia, Sonia Masini e dal segretario Fiom, Maurizio Landini, pur scegliendo chiavi di lettura diverse, hanno sviluppato un parallelo tra quel 7 luglio 1960 i giorni nostri.
Luca Vecchi, rimarcando come il sacrificio dei cinque operai caduti in piazza non sia stato vano, ha anche sostenuto che per uscire dalla crisi che non ha risparmiato Reggio, «occorre tenere fede ai valori, alla storia alle conquiste che hanno contrassegnato il '900 nella nostra città. E da lì ripartire per cogliere a sfida del lavoro e del rilancio economico, in aderenza ai valori della nostra Carta Costituzionale e dei principi della legalità, per affrontare nuove sfide».
Un ragionamento che Sonia Masini ha condiviso, sottolineando però come Reggio sia cambiata profondamente e oggi «sia alle prese con la presenza di infiltrazioni mafiose, di forti disparità sociali e abbia abbassato la guardia».
«La nostra Provincia – ha aggiunto – deve pensare a un nuovo modello di sviluppo basato sulla qualità: per uscire dalla situazione di stallo attuale occorre guardare con occhi nuovi». Infine, come aveva fatto anche Luca Vecchi, ha chiesto che si arrivi alla verità giudiziaria su un eccidio per il quale nessuno ha mai pagato.
Anche il segretario Fiom, Maurizio Landini, nel suo intervento conclusivo ha tracciato un filo tra gli anni Sessanta e la situazione attuale, ponendo l’accento sul fatto che «oggi come allora occorre partire dalla difesa dei diritti per lasciare in eredità alle future generazioni quelle conquiste ottenute, che precarizzazione e competizione tra milioni di lavoratori stanno mettendo a forte rischio».
Roberto Fontanili
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