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Trentenne salvato dall’annegamento e poi arrestato dalla polizia

Trentenne salvato dall’annegamento e poi arrestato dalla polizia

L’uomo finito in un canale durante una lite con il fratello aveva aggredito gli agenti

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REGGIO EMILIA. Nella notte tra martedì e mercoledì, intorno alle 3, al 113 viene segnalato che in via Jacopo da Mandra si sentivano delle urla in strada riconducibili ad una lite.

La Volante inviata nel luogo indicato in breve rintraccia un uomo scalzo che presenta il volto e la maglietta insanguinate fermo sull’argine del canale di bonifica che costeggia via del Chionso.

Nel contempo si sentono urla provenienti dallo stesso canale, all’interno del quale, immerso nell’acqua, c’è un secondo giovane ( i due risulteranno essere fratelli) che, annaspando nell’acqua alta del canale, in evidente stato di alterazione psicofisica, alla vista degli agenti li insulta e li minaccia.

Gli agenti, vedendo il giovane sempre più affaticato per riuscire a restare a galla, con una corda in dotazione al veicolo di servizio riescono ad issarlo lungo il ripido argine e salvarlo da un potenziale annegamento.

Durante le operazioni di salvataggio sopraggiunge sul posto una donna che in preda ad un forte stato d’ansia riferisce di essere la madre del giovane, il quale era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari proprio presso di lei da una settimana, come disposto dal Tribunale di Modena.

Pur salvato dall’annegamento, una volta giunto in cima all’argine, all’altezza della strada, il giovane ricomincia con gli sproloqui nei confronti degli agenti cercando uno scontro fisico. Con l’aiuto di altre due pattuglie sopraggiunte i poliziotti cercano di arginare la furia e l’ira manesca del giovane, oltretutto di imponente stazza, il quale in preda ad una crisi di ira incontrollata, nonostante l’opera dissuasiva dei suoi familiari, si scaglia prima sulla volante asportando con un pugno lo specchio retrovisore, ferendosi alla mano, poi si concentra sulla segnaletica stradale e sulla panchina di un cortile antistante. Con enorme fatica gli agenti riescono ad immobilizzarlo e a caricarlo sull’ambulanza per il trasporto in ospedale dove viene sedato, visitato e dimesso con una diagnosi conclusiva di gesto autolesionistico dimostrativo.

Una volta dimesso Luca Akeotti, 30 anni, reggiano, viene arrestato per i reati di evasione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

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