“Area vasta”, Modena dice sì a Reggio
Il modenese Muzzarelli durante un incontro con Vecchi e Merola di Bologna: «Dobbiamo stringere un patto fra noi sindaci»
REGGIO EMILIA. «Modena è una città forte, ordinata e rispettata. La governeremo con l’orgoglio di chi ha sempre fatto innovazione e ora si chiede cosa può fare di più perché bisogna allargare gli orizzonti per raggiungere nuovi traguardi». Con queste parole il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, ha concluso un dibattito, di circa due ore e mezza, sugli indirizzi generali di governo 2014-2019. E, nel corso del suo discorso, ha richiamato più di una volta i concetti di area vasta che dovrà sviluppare. L’argomento è uno dei tormentoni degli ultimi tempi, sul quale si sono intrattenuti lo stesso Muzzarelli e il primo cittadino di Bologna, Virginio Merola, in incontro al quale era presente anche il sindaco di Reggio, Luca Vecchi. Come rafforzare insieme lo sviluppo dei tre territori?
È la domanda alla quale hanno cominciato a cercare di dare una risposta i tre sindaci, anche alla luce di quanto affermato dallo stesso Vecchi, che in una prospettiva di area vasta aveva a sua volta lanciato un appello ai suoi due colleghi, candidando Reggio a capitale di una identità Mediopadana in virtù della presenza della stazione Av. Modena che in questi anni spesso è andata a traino delle città vicine, quasi mai ha saputo imporre una sua linea risultata poi vincente. E quel cambiare verso tanto osannato nella campagna elettorale avrà proprio nell’area vasta il suo riflesso più complicato da portare avanti: Bologna attraversa un momento di crisi, ma ha a disposizione più finanziamenti. Reggio, invece, ha vinto gran parte delle sfide giocate negli ultimi tempi, ma non può mettere in vetrina tutto il patrimonio che ha Modena. «Modena deve diventare sempre più luogo di riferimento per diritti sociali e civili garantiti e da città europea qual è, deve essere sempre più protagonista nel mondo», ha spiegato Muzzarelli. Il sindaco di Modena, inoltre, ha fatto riferimento proprio alla città della Ghirlandina come area vasta nella prospettiva dell’Unione provinciale dei Comuni: «La questione è aprirci in un nuovo patto con i sindaci, perché quello che succede a Modena incide anche sugli altri territori e quello che viene o non viene fatto altrove incide anche sul capoluogo». Molte le sfide in campo lanciate da Muzzarelli per la città: dall’urbanistica alla città compatta, dal Welfare alla sanità, dalle imprese al lavoro, dall’ambiente al centro storico, e ha posto attenzione a questioni operative aperte come il casello di Modena nord e l’imminente Expo 2015.
«Ci misureremo giorno dopo giorno sulle scelte di una città che sa mettersi in gioco e che ha bisogno di un impegno unitario per la crescita - ha aggiunto Muzzarelli – Non è più sufficiente fare bene, occorre fare meglio e di più». Poi ha proseguito: «Abbiamo tanta forza e volontà, ma dobbiamo ritrovare un unico gioco di squadra e tenere una visione. Vogliamo affrontare i problemi, non girarci attorno. Cultura e sapere sono fondamentali per il nostro futuro, senza questi non andremmo da nessuna parte». E nel concludere il suo discorso, Muzzarelli ha richiamato l’immagine di chi, in passato, «ha preso la lamiera e ha fatto la Ferrari».
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