Gilberto, il dolore del campione di vela
Il figlio ha vinto l’ultima edizione dell’America’s Cup con gli statunitensi di Oracle nel ruolo di grinder
VETTO. Non era a Vetto nei giorni scorsi Gilberto Nobili, figlio di Athos, che del resto da diversi anni vive lontano dal paese di origine per lunghi periodi a causa della sua attività. Gilberto è infatti un campione della vela, che lo scorso anno è arrivato a ottenere, con l’equipaggio di Oracle Usa, il massimo trofeo della vela e il più antico titolo sportivo del mondo: la America’s Cup. “Gillo”, come lo chiamano gli amici e i colleghi di equipaggio, sta preparando la sua nuova campagna di America’s Cup, la sesta.
La preparazione sta procedendo nelle acque di Cagliari, con Luna Rossa, la prima imbarcazione su cui Nobili affrontò l’avventura velica, a cui è tornato dopo due campagne (l’ultima vittoriosa) con il team americano. Gilberto sulla barca ha il ruolo di grinder, ma anche quello delicatissimo di responsabile del software di bordo, come già su Oracle, e sarà anche preparatore atletico dei suoi compagni di percorso. E’ sull’Enza, però, che Gilberto aveva iniziato a prendere confidenza con le imbarcazioni, ben diverse da quelle attuali: aveva infatti iniziato con la canoa, grazie alla gara internazionale che per tanti anni si è svolta sulle acque del fiume “di casa”. Un evento che il padre Athos, quando era sindaco, ha sempre sostenuto con convinzione, ma che certamente non pensava avrebbe avviato il figlio a una così brillante carriera sportiva. (l.t.)
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