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dopo la grandine

I commercianti: «In centro servono migliori scarichi»

I commercianti: «In centro servono migliori scarichi»

Il nubifrago di lunedì pomeriggio s'è trasformato in diluvio in via Emilia San Pietro, una delle zone della città che hanno subito i danni maggiori a causa della concentrazione delle attività...

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Il nubifrago di lunedì pomeriggio s'è trasformato in diluvio in via Emilia San Pietro, una delle zone della città che hanno subito i danni maggiori a causa della concentrazione delle attività commerciali e della conformazione urbanistica tipica del centro storico, con vie strette chiuse da muri continui.

La strada attuale era il decumano della città romana, recentemente rivelato da uno scavo poi ricoperto. Un fiume di acqua e grandine l'ha sommersa nel giro di pochi minuti, non trovando sfogo nei tombini ostruiti.

Non s'è potuto evitare, quindi, l'allagamento di negozi, magazzini e cantine. Un punto particolarmente critico era l'incrocio con via Campo Samarotto, dove si trova da oltre sessant'anni un negozio di macchine da cucire e merceria.

«Abbiamo lavorato per due ore con i piedi nell'acqua gelida - riferisce il titolare Luca Bigliardi - per liberare tre bocchette stradali ostruite dai rami e dalle foglie trascinati qui dall'acqua che scendeva da via San Girolamo. Ce l'avevano suggerito i vigili del fuoco, che avevamo chiamato ma erano impegnatissimi a risolvere casi più complicati. Non è stato facile neppure trovarle. Il Comune dovrebbe aprire altri chiusini per favorire il deflusso».

L'intervento, abbassando il livello dell'acqua, è servito ad impedire che venisse allagato il magazzino sotterraneo del negozio. E' stato provvidenziale anche per gli esercizi commerciali delle immediate vicinanze, limitandone i danni. Il più colpito è il negozio di ottica all'incrocio con via Giorgione.

«Mi si è allagato - spiega il titolare Giovanni Morra - lo studio sotterraneo. Dalle fognature vi sono entrati cinque centimetri di acqua mista a terra, che ha rovinato due porte di legno che mi erano costate 600 euro ciascuna, le confezioni dei liquidi usati per le lenti a contatto e un computer. Per fortuna ho salvato l'hard disk. Il danno, probabilmente, s'avvicina a 1500 euro. Ho lavorato dalle 17 alle 22 per svuotare il locale, riempiendo una ventina di secchi da venti litri».

Sono rilevanti anche i danni provocati al negozio di calzature Estrade, all'angolo con via San Girolamo, in parte seminterrato.

«La pioggia - riferisce la titolare Silvia - è filtrata in abbondanza dalle finestre. Ci siamo subito date da fare con stracci e scope, ma molta merce è stata bagnata. Sulle scarpe di cuoio rimarranno gli aloni. Le scatole sono da buttare».

Non ha avuto conseguenze rilevanti, invece, l'allagamento del laboratorio della pasticceria Ligabue.

Luciano Salsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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