«Mi lasci? Non uscirai viva da casa mia»
Poviglio: iniziato il processo all’operaio 24enne accusato d’aver sequestrato, picchiato e violentato la fidanzata
POVIGLIO. «Non uscirai viva da casa mia».
Nelle tre ore in cui – il 19 marzo scorso – era stata sequestrata e brutalizzata dal fidanzato, la ventenne era rimasta impietrita anche davanti a queste minacce di morte, oltretutto “condite” da particolari inquietanti, come il volerla ammazzare facendola soffrire lentamente o indicandole la finestra da cui l’avrebbe buttata giù sei lei avesse continuato a gridare. E’ una delle tante accuse nei confronti dell’operaio agricolo povigliese 24enne (di cui non forniamo l’identità per non rendere riconoscibile la ragazza che ha vissuto sulla sua pelle quest’allucinante vicenda) che da quel terribile giorno è in carcere (a Piacenza) e ieri mattina ha affrontato – in tribunale a Reggio – la prima udienza di fronte alla Corte. E’ difeso dall’avvocato Enrico Della Capanna che ha chiesto al collegio giudicante, non ottenendolo, il rito abbreviato condizionato al sentire in aula l’ormai ex fidanzata dell’imputato. Dopo la decisione sul rito (presa in camera di consiglio), la Corte ha rinviato il processo di tre mesi, per ascoltare diversi testimoni.
Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, i due si frequentavano dal 2006, le famiglie si conoscevano, da sei anni erano fidanzati e saltuariamente pure convivevano nell'abitazione di lui, ma era un rapporto con alti e bassi e lei il 19 marzo era giunta a Poviglio per mettere la parola "fine" alla loro storia sentimentale. Una rottura che l'operaio non accetta e ha una terribile reazione: picchia la fidanzata in ogni parte del corpo, arrivando persino a strapparle i capelli e a romperle un pc portatile in testa, per poi finire "l'opera" abusando più volte della ventenne (atti sessuali che l’imputato nega). Solo un attimo di disattenzione del carnefice aveva permesso alla giovane di fuggire in strada e trovare l'aiuto di un passante, che la metteva in salvo dopo quel lungo incubo. Dopo alcune ricerche, il 24enne era stato rintracciato ed arrestato dai carabinieri in un ristorante. La giovane era stata medicata in ospedale a Reggio e poi dimessa, in stato di shock, con una prognosi di sette giorni. Ieri l’ex fidanzata non si è costituita parte civile nel processo.
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