Cani morti: si cercano i bocconi
Rubiera: sei cittadini incontrano i carabinieri, mentre le guardie ecologiche ispezionano i parchi
RUBIERA. Arrivano davanti ai carabinieri i timori dei proprietari di cani di Rubiera, dopo i sospetti avvelenamenti segnalati nei giorni scorsi. Ci arrivano proprio mentre le guardie ecologiche iniziano un’azione di controllo di tutte le aree verdi rubieresi, e il Comune intensifica la prevenzione. Nel pomeriggio di ieri, un gruppetto di abitanti della zona, sei-sette persone, si è recato alla caserma dei carabinieri di Rubiera, per esternare la preoccupazione sulla possibilità che vi sia qualcuno che avvelena gli animali volutamente. Una paura ascoltata dai militari, già informati delle voci, e a loro volta attivi per verificarele, iniziate nel fine settimana scorso dopo che diversi cani hanno avuto dei malori, e due sono morti.
I sintomi hanno fatto pensare al veleno, ma per ora non vi sono prove che si sia trattato di un atto voluto. Gli esami sanitari sono in corso, e occorrerà del tempo per gli esiti delle analisi. Le possibilità sono diverse, perché potrebbe essersi trattato anche di veleno per topi o lumache ingerito inavvertitamente dagli animali, o di funghi che crescono nell’erba, dalla forte tossicità. Per ora, non sono state trovate prove di bocconi avvelenati.
I carabinieri hanno chiesto ai cittadini di avvisare le forze dell’ordine di ogni avvenimento sospetto, senza cercare di intervenire direttamente in alcun modo. Non si è trattata di una denuncia vera e propria, per altro impossibile a oggi. I casi di decesso sono pochi, e non vi sono certezze cliniche sulle cause. La preoccupazione è però alta, e si propaga parecchio anche via internet, nei gruppi Facebook popolati da rubieresi. Un sentimento recepito anche dall’amministrazione comunale, già attivata su questo fronte. «Siamo ancora in attesa di riscontri definitivi sui possibili avvelenamenti ai cani. Nel frattempo, controlliamo il territorio e facciamo informazione, la prevenzione è sempre utile», racconta il sindaco Emanuele Cavallaro.
Mentre si aspettano gli esiti autoptici, è stata avviata un’azione di verifica in tutte le aree verdi dove gli abitanti portano i loro animali a passeggio. L’operazione è affidata a un gruppo di guardie ecologiche volontarie della zona, che da ieri ispezionano parchi, prati e percorsi, per trovare eventuali tracce di bocconi o di altri strumenti per avvelenare i cani. E per presidiare così il territorio, scoraggiando chi avesse davvero cattive intenzioni. «Sino a che non avremo gli esiti degli esami non sapremo se si tratti di avvelenamenti voluti, di possibili fonti di veleno ce ne sono diverse. I cani potrebbero essere venuti in contatto con delle trappole per topi, con dei funghi», spiega Cavallaro. Per adesso si punta alla prevenzione, in collaborazione con il servizio veterinario dell’Ausl. «Abbiamo distribuito e affisso i manifesti con il decalogo di istruzioni da rispettare: nozioni importanti a prescindere, in questo modo si abbassano comunque i rischi», continua il primo cittadino. «Norme utili per la salute degli animali ma anche per i proprietari: non sappiamo se vi sia qualcuno che voglia avvelenare i cani ma prevenire è sempre una buona strategia, ci siamo attivati e invitiamo i cittadini a segnalare altri casi potenzialmente sospetti».
Adriano Arati
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