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Le frazioni rivogliono i loro medici

Le frazioni rivogliono i loro medici

Brescello: i dottori disertano l’assemblea, il Comune propone di pagare l’affitto per gli ambulatori di Lentigione e Sorbolo

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BRESCELLO. Ha fatto registrare un pieno di pubblico l’incontro che si è svolto mercoledì sera al centro sociale di Sorbolo Levante, dove il sindaco Marcello Coffrini e la dottoressa Giuliana Boschini, dirigente dell’Ausl di Guastalla, hanno incontrato i cittadini per discutere dei disagi sorti dalla chiusura degli ambulatori medici delle frazioni di Lentigione e Sorbolo Levante.

Ha introdotto l’argomento il sindaco, che ha ripreso anche le argomentazioni riportate nella lettera recapitata ai cittadini delle frazioni circa un mese fa, spiegando come sia ferma volontà dell’amministrazione di ascoltare e cercare di risolvere, nel limite delle proprie competenze, i problemi che la chiusura dei due ambulatori hanno causato soprattutto agli anziani e alle fasce più deboli della popolazione.

Oltre a cercare di riprendere il dialogo con i medici – capendo se sarà possibile esaudire la richiesta dei cittadini di tenere aperto una volta alla settimana gli ambulatori, con il meccanismo della turnazione – il primo cittadino ha ribadito l’intenzione di mettere in campo il trasporto sociale sostenuto dai volontari, sia per accompagnare alla Casa della salute di Brescello le persone che lo richiedessero, sia per raccogliere le ricette e portarle nelle farmacie di fiducia per ritirare le medicine degli ammalati.

È poi intervenuta la dottoressa Boschini spiegando come i medici siano dei liberi professionisti non dipendenti dall’Ausl, ma legati da un contratto che però lascia loro la facoltà di organizzarsi come meglio credono, senza obbligo di aprire un ambulatorio nelle frazioni.

Ha poi spiegato come la Casa della salute (all’interno della quale si trovano gli ambulatori dei quattro medici, centri prelievi e altro, ndr) fortemente voluta dalla Regione, sia comunque un progetto vantaggioso per gli utenti poiché mette a disposizione professionalità e coperture orarie molto ampie. Anche Coffrini ha esaltato tali vantaggi, ma ha altresì sottolineato che, in un territorio vasto come quello brescellese, che si spinge fino ai confini di Parma, lo svantaggio della distanza e della carenza in frazione di un servizio così sentito dalla popolazione è molto pesante. Ha aggiunto, inoltre, la disponibilità dell’amministrazione comunale ad accollarsi le spese degli ambulatori delle frazioni, a patto di averli funzionanti almeno mezza giornata a settimana. Sia il presidente che il vice presidente del centro sociale hanno infine lanciato accorati appelli affinchè i medici possano tornare sui propri passi, ma l’assenza degli stessi ha fatto sì che si proponesse a gran voce un altro incontro per un confronto diretto con coloro ai quali spetta l’ultima parola.

Andrea Vaccari

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