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Quote latte, tornano le multe Sono 14 le aziende nel mirino

Quote latte, tornano le multe Sono 14 le aziende nel mirino

REGGIO EMILIA. La questione delle quote latte torna d’attualità: la Commissione europea ha ingiunto formalmente all'Italia di recuperare le multe comminate ad una marea di produttori che hanno...

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REGGIO EMILIA. La questione delle quote latte torna d’attualità: la Commissione europea ha ingiunto formalmente all'Italia di recuperare le multe comminate ad una marea di produttori che hanno superato i limiti consentiti dal 1995 al 2009. All'inizio gli allevatori di bovini coinvolti erano in numero elevatissimo ed almeno un migliaio di loro erano reggiani. «La maggior parte - sottolinea Marino Zani presidente provinciale della Coldiretti - dei nostri agricoltori ha già regolarizzato a tempo debito le proprie posizioni attraverso l'acquisto delle quote mancanti oppure ricorrendo ad una rateizzazione per saldare le pesanti sanzioni subite». Il peso sopportato è stato davvero considerevole se si pensa, ad esempio, che un colono con circa 100 capi nella stalla ha dovuto pagare mediamente almeno 150 mila euro per riuscire ad aumentare la propria quota di produzione insieme ad altri 70 mila per le multe nel frattempo comminate. «Così che ora coloro che sono ancora sottoposti a pesanti oneri - aggiunge il nostro concittadino Alessandro Bezzi vice presidente nazionale di Fedagri Confcooperative - sono rimasti in pochi. Ormai si tratta soltanto di 13-14 aziende localizzate in massima parte nel territorio pedecollinare e nell'area di Reggio e di Guastalla. Purtroppo per due-tre di queste aziende agricole la regolarizzazione comporterà una spesa ampiamente superiore ai centomila euro». Il problema dei limiti produttivi di latte è iniziato una trentina d'anni fa. Risale infatti al 1983 l'assegnazione di quote nazionali, da suddividere fra i produttori, di ogni Stato membro dell'Unione e all'Italia venne attribuito un limite addirittura inferiore al normale consumo interno. «E' stata una disattenzione dei responsabili delle politiche comunitarie- Zani - alla quale si sono in seguito accumulati una serie di errori, ritardi e compiacenze che hanno danneggiato la maggior parte degli agricoltori, anche reggiani, che si sono messi faticosamente in regola e negli anni hanno acquistato o affittato le quote mancanti con un esborso complessivo di ben 2,42 miliardi di euro». (l.v.)

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