Crisi in Regione: Reggio sospesa tra Delrio e le primarie
Nel Pd reggiano tutti difendono il metodo voluto da Prodi, «ma se si candidasse l’ex sindaco, allora faremmo senza» Le incertezze sulle primarie

REGGIO EMILIA. Il dopo-Errani è già cominciato. Almeno a Reggio, dove nel Pd tiene banco il dibattito sulle primarie per la scelta del governatore. Proprio nella terra di Romano Prodi (colui che ha voluto fortissimamente questo metodo di selezione dei dirigenti), sono in diversi tra sindaci e dirigenti del Pd a preferire le primarie, «anche a costo di farle il 16 di agosto» come ha sintetizzato il sindaco di Boretto Massimo Gazza. Per altri invece alla scelta del candidato governatore si può arrivare senza una nuova consultazione. A condizione che si tratti di una scelta condivisa non solo dal Pd ma da tutta la coalizione e non sia fatta tra pochi intimi. Intanto però resta una forte incertezza sui tempi delle dimissioni effettive di Vasco Errani e sulla data dello svolgimento delle elezioni anche se si parla con insistenza di metà novembre. Da ultimo c'è l'incertezza legata a quale sarà la legge elettorale con cui votare. Martedì prossimo il Consiglio Regionale dovrebbe modificare l'attuale regolamento per introdurre la doppia preferenza di genere. Resterà invariato invece l'impianto generale della legge e quindi la preferenza unica per i consiglieri e il listino bloccato legato al nome del candidato governatore.
Questa mattina a Bologna è prevista la riunione dei segretari provinciali del Pd e per domani, sempre in mattinata, la direzione regionale. Il segretario provinciale Andrea Costa riunirà gli organi dirigenti provinciali ai primi giorni della prossima settimana. «Soltanto se c'è un confronto ampio che porti a una candidatura unitaria - è l’opinione di Andrea Costa - si possono evitare le primarie, che restano la bussola del Pd». Costa aggiunge poi anche le primarie «si farebbero comunque solo per il governatore, mentre per la scelta dei consiglieri regionali, che devono passare per le preferenze, si farà come per i parlamentari europei». E per chi teme che non vi sia il tempo per una campagna elettorale, Costa ha già la soluzione, almeno per Reggio: «Il programma politico di Festareggio non potrà che essere incentrato sul futuro dell'Emilia Romagna».
Per il consigliere regionale Beppe Pagani «le primarie sono la scelta migliore, anche perché occorre una candidatura che raccolga il consenso di tutta una coalizione. I tempi sono stretti ma possiamo farcela». Unica variabile che può portare alla rinuncia delle primarie, aggiunge «è la discesa in campo di un nome condiviso che metta tutti d'accordo». Nessuno lo dice ma il pensiero di tutti corre ancora a Graziano Delrio. Per il segretario cittadino del Pd Mauro Vicini «è auspicabile che si trovi una candidatura forte e unitaria. Poi si possono fare le primarie, ma mi auguro che ci siano personalità forti che si rendono disponibili». Sintetica Sonia Masini: «Sono sempre favorevole alle primarie ,anche se molto dipende da quando si andrà a votare». Per il capogruppo Pd in sala Tricolore Andrea Capelli «le primarie si debbono fare sempre e comunque, anche perché parliamo di un candidato di coalizione e non solo del Pd».
Da ultima il sindaco di Cadelbosco Sopra Tania Tellini che privilegia "la scelta che nasca da una soluzione condivisa, considerando sopratutto i tempi". Ma, conclude, "se le abbiamo fatte il 30 di dicembre, possiamo farle anche in agosto, ma una soluzione condivisa su una candidatura forte è la soluzione migliore."
(r.f.)
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