Si parla di En.Cor Il consiglio comunale si fa a porte chiuse
Correggio: ieri la relazione del sindaco Ilenia Malavasi sull’atto che blocca la prescrizione delle lettere di patronage
CORREGGIO. Si è svolto ieri pomeriggio il secondo consiglio comunale del nuovo mandato. Un incontro che ha visto invertiti i temi dell’ordine del giorno, tant’è che le comunicazioni del presidente del consiglio comunale e del sindaco, su richiesta dello stesso presidente (e conseguente votazione dei consiglieri), sono state posticipate e discusse a porte chiuse alla fine dello stesso consiglio.
Un fatto, quello del consiglio segretato, che non succedeva dal 29 aprile 2013 quando la discussione si svolse a porte chiuse per la “questione Noris Gaccioli”; le dimissioni dell’allora revisore contabile, infatti, furono discusse solo tra giunta e consiglieri perché il dibattito coinvolgeva una persona fisica, con nome e cognome, e di conseguenza la conversazione doveva essere segretata. Una situazione rara, ma prevista dal regolamento e che ieri è tornata in auge per discutere del caso En.Cor.
Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco Ilenia Malavasi ha firmato un atto per bloccare i termini di prescrizione delle lettere di patronage e proprio di questo (e dei modi di intervento) si è discusso ieri pomeriggio a porte chiuse.
Sostanzialmente la Malavasi ha relazionato sul come e perché il Comune abbia deciso di intervenire per bloccare il periodo di preiscrizione delle garanzie fornite dal Comune alle banche a favore di En.Cor (che pendono sul palazzo comunale con un debito di quasi 30 milioni di euro).
Un’azione che si è dovuta svolgere in fretta perché secondo il Tuel (testo unico enti locali) per bloccare i termini ci sarebbe stato tempo solo fino al 14 luglio, ovvero cinque anni dopo la data in cui è stata sottoscritta la prima lettera di patronage tra Comune e uno dei tre istituti bancari coinvolti nel crac En.Cor (tra cui figurano Banco Popolare, Bnl, Banca Popolare di San Felice 1893). Ma anche un atto per tutelare il Comune e per evitare che sfumi la possibilità di “rifarsi” – solo se verrà accertato il danno e solo a livello patrimoniale – sui colpevoli del tracollo dell’ex municipalizzata e coloro che hanno firmato le lettere di patronage 5 anni fa.
La battaglia, almeno per ora, sembra si svolgerà a livello civile e non penale: come puro strumento cautelativo e proprio perché si è parlato dei “colpevoli di firma” delle lettere di patronage inerenti al caso En.Cor, il consiglio – almeno per una mezzora – si è dovuto svolgere a porte chiuse. Alla riapertura delle porte, ormai a consiglio terminato, tutti i consiglieri hanno rispettato il segreto, evitando anche di rilasciare opinioni personali sulla vicenda, queste sì consentite invece dal regolamento.
Silvia Parmeggiani
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