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Sepolto da una parete di terra per tre ore

Luca Tondelli
Sepolto da una parete di terra per tre ore

Castelnovo Monti: un agente della Polstrada stava eseguendo lavori in uno scavo intorno a casa sua quando è stato travolto dalla “frana”

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CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia). E’ stato un lavoro drammatico, estenuante, rischioso, quello che ieri pomeriggio è stato necessario per estrarre da una trappola di terra un agente 50enne della polizia stradale di Castelnovo Monti, Riccardo Lioi, che collaborando a uno scavo accanto alla sua abitazione, in località Roncroffio, realizzato per drenare acqua che si infiltrava in una sorta di cantina-deposito della legna, a un tratto è stato investito dal collasso di una parete dello scavo, trovandosi sepolto e bloccato fin quasi alla gola.

Una situazione terribile, ma che in realtà è stata anche miracolosa: se la terra lo avesse sepolto del tutto, molto probabilmente non ce l’avrebbe fatta. Testimone dell’accaduto è stato l’amico Giuseppe Marescalchi, che stava conducendo il lavoro con l’escavatore.

In un momento di pausa in cui il macchinario era fermo, verso le 12.15, Lioi (di origini pugliesi ma da anni residente nella borgata castelnovese con la famiglia), è sceso nello scavo profondo circa tre metri, all’esterno di un muro di cinta della sua abitazione, in via Roncroffio 17, per posizionare un tubo. Proprio in quel momento, però, spalla del terreno più lontana dalla casa ha ceduto, seppellendolo. GUARDA LE FOTO DEI SOCCORSI

Marescalchi ha subito attivato i soccorsi, i familiari di Lioi, la moglie e la figlia adolescente. «Gliel’avevo detto mille volte – ha raccontato poi l’amico durante i lavori di soccorso – che non doveva entrare nello scavo. Ma ha voluto scendere a mettere quel tubo».

Ben presto sono arrivati sul posto anche numerosi vicini della frazione, non lontana da Felina. Una volta giunti sul posto i vigili del fuoco da Reggio Emilia – ma anche i carabinieri di Castelnovo Monti, altri agenti della polizia stradale a dare man forte, con anche il comandante del distaccamento di Castelnovo Monti, Roberto Rocchi, e personale della protezione civile – il primo passo è stato mettere lo scavo in sicurezza, così che non ci fossero rischi per i soccorritori. Sono stati posizionati pali trasversali di sostegno e tavole che scongiurassero, e poi si è cominciato a scavare, delicatamente, liberando gradualmente il torace dell’uomo e poi, a scendere, il resto del corpo. Durante tutta l’operazione Lioi è stato cosciente, ancorché sofferente, e una volta che le braccia gli sono state liberate, ha anche collaborato con i soccorritori. Nel frattempo era stato attivato l’elicottero del 118, e il personale medico sopraggiunto ha iniziato a somministrare liquidi via flebo all’agente sepolto. Uno degli infermieri dell’elisoccorso però è stato a sua volta vittima di una caduta, prendendo una forte botta dopo un volo di quasi tre metri. Si è deciso quindi di trasportare con l’elicottero al Maggiore di Parma prima lui, mentre il lavoro per estrarre Lioi proseguiva.

I sanitari avevano già predisposto il trasporto dell’agente al reparto di rianimazione di Parma, a seguito di una sindrome da forte schiacciamento di torace e arti inferiori, ma man mano che il lavoro proseguiva, e che Lioi manteneva la propria lucidità e dava segni di vitalità, i timori sulle sue condizioni sono diminuiti. Nel frattempo a Roncroffio era salito anche il comandante provinciale della polizia stradale, Antonio Colantuono, per sincerarsi delle condizioni del suo agente, ed erano arrivati anche gli ispettori della Medicina del Lavoro dell’Ausl, perché entrambi gli incidenti, sia quello che ha coinvolto Lioi sia quello occorso all’infermiere durante i soccorsi, si configurano come infortuni sul lavoro e quindi adesso seguiranno le indagini del caso.

Alla fine dopo più di tre ore di estenuante lavoro, Lioi è stato assicurato ad una barella, non senza difficoltà e qualche dolore, mentre ancora si trovava nella buca, e poi estratto dallo scavo, stabilizzato sull’ambulanza e quindi trasportato a Parma con il secondo elicottero utilizzato nell’operazione. Le sue condizioni non sembrano gravi, grazie al lavoro corale dei tanti operatori del soccorso che si sono alternati in un intervento davvero complesso.

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