Gazzetta di Reggio

Reggio

Ccpl, la cura dimagrante si abbatte su 60 impiegati

di Evaristo Sparvieri

Cassa integrazione, uscite volontarie, corsi volontari e un piano di ricollocamento Lo chiede la Cgil ai vertici per un gruppo di lavoratori rimasti senza mansioni

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REGGIO EMILIA. La richiesta di avviare un periodo di cassa integrazione di un massimo di due anni, con l’impegno di una ricollocazione dei due terzi dell’organico entro i primi due mesi. E poi l’attivazione di corsi di formazione per coloro che non verranno immediatamente reintegrati, più il ricorso ad incentivi per l’uscita volontaria.

È quanto hanno chiesto ieri sindacati e Rsu alla dirigenza Ccpl, nell’ambito del piano di industriale di salvataggio e rilancio del colosso cooperativo “inghiottito” da 101 milioni di buco nel bilancio. Un piano che, tra tagli ai compensi dei dirigenti e razionalizzazione dei costi, getta nell’incertezza anche sessanta impiegati della Ccpl Sc, la società cooperativa con sede sempre in via Gandhi che ha il compito di svolgere attività amministrative e di tesorerie per tutte le partecipate del gruppo.

Proprio queste attività, infatti, alla luce della trasformazione di Ccpl in holding finanziaria è diventata superflua, dal momento che tutte le società satelliti del gruppo diventeranno autonome sotto tutti i punti di vista, compreso quello amministrativo. Di qui il problema di ricollocare i sessanta dipendenti, anche attraverso nuove funzioni da individuare all’interno del gruppo. Al vertice, ieri, erano presenti Andrea Embriani, direttore generale Ccpl, Mara Leporati, responsabile del personale e Rudy Zaniboni, segretario provinciale Fillea-Cgil, che hanno aperto la trattativa davanti ad un’assemblea composta da una cinquantina dei lavoratori interessati. E, sul tavolo, alla dirigenza Ccpl è arrivata una proposta dettagliata, basata su diverse soluzione. In primo luogo, l’attivazione della cassa integrazione per un periodo massimo di due anni. A partire da quella data, tuttavia, la richiesta anche dell’avvio di un piano di ricollocamento, da concludere in un primo step nell’arco di due mesi per circa 2/3 degli impiegati. Per coloro che non saranno reintegrati immediatamente, invece, dal sindacato hanno richiesto l’attivazione di corsi di formazione, in vista di una futura collocazione, che dovrebbe avvenire attraverso il ricorso ad Obiettivo Lavoro, società sempre del gruppo Ccpl che si occupa proprio di inserimento nel mondo del lavoro.

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