Il Pd si divide sull’urgenza della mozione
Capelli: «Non prevedo voti contrari, ma i più moderati non considerano questo tema una priorità»
REGGIO. In attesa di un nuovo consiglio comunale Sel cerca sponde e consensi per fare in modo che la mozione “same sex” passi in Sala Tricolore. All'interno della coalizione di maggioranza, nel Pd, il documento è già stato presentato dalla consigliera Lucia Lusenti (Sel) ma una linea vera e propria, tra le varie anime del Pd, non c'è ancora. «Non credo che da parte nostra ci saranno voti contrari - sottolinea il capogruppo Pd in Sala Tricolore, Andrea Capelli -. Forse qualcuno potrebbe astenersi, ma il documento è abbastanza “morbido”, non credo ci saranno problemi». È vero anche che nell'ultima riunione di maggioranza, qualche consigliere Pd ha manifestato altre priorità. «Alcuni tra i più sensibili a certe tematiche hanno contestato il bisogno di discutere la mozione subito - continua Capelli -. La parte moderata, diciamo così, si è lamentata del fatto che davanti alla crisi e ai problemi legati alla mafia nel nostro territorio si discuta al primo consiglio della trascrizione dei matrimoni omosessuali».
Nonostante il testo sia stato inviato a tutti i consiglieri del Pd non tutti hanno avuto il tempo di vederlo: «Non commento - dice Pierluigi Saccardi - devo prima leggere la mozione». «Si tratta di un atto di civiltà - commentato il consigliere del Pd Gianluca Cantergiani - e ne discuteremo come gruppo. Tuttavia il tema delle politiche famigliari è ben più ampio, dobbiamo intraprendere azioni, in parallelo, per tutti i tipi di famiglie. Non possiamo dimenticarci quella tradizionale». Senza tanti giri di parole interviene anche Dario De Lucia: «Qualsiasi proposta che va verso il riconoscimento dei diritti senza discriminazioni mi troverà sempre propositivo e pronto all'azione». Ma il consenso va cercato anche all'interno del Movimento 5 Stelle. «Passeremo attraverso una consultazione della base - spiega il capogruppo Norberto Vaccari -. Non vuole dire che siamo contrari, solo che ci ritroveremo entro l'estate per prendere una decisione». Nonostante la legge dell'1 vale 1 Vaccari, a titolo personale, ammette di non aver nessuna preclusione: «Le pari opportunità vanno garantite a 360 gradi, per tutti. Non stiamo parlando di persone pericolose, che possono fare del male a qualcuno o danneggiare il benessere collettivo. I diritti vanno garantiti a tutti i cittadini, anche agli omosessuali sposati all'estero». (c.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
