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Manuela e Conchita, il loro sì in Portogallo

Manuela e Conchita, il loro sì in Portogallo

Le due donne, residenti a Reggio, hanno presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo

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REGGIO EMILIA. Da sette anni insieme, sposate nel settembre del 2013 a Faro, in Portogallo, vivono e lavorano a Reggio. Sono Manuela Lazzerotti, 53 anni, originaria di Roma e Conchita Nicolao di Napoli, 47. “Ci siamo conosciute a Reggio nel 2007 - racconta Conchita - per due anni la Manuela ha fatto avanti e indietro da Roma, dove lavorava. Nel luglio 2013 ci siamo iscritte al registro delle unioni civili. Ma volevamo di più. Il 9 settembre dello stesso anno ci siamo sposate a Faro, in Portogallo». Per la coppia i problemi, burocratici, sono iniziati una volta rientrati a Reggio. «Abbiamo chiesto subito la trascrizione dell'atto matrimoniale nei registri di stato civile del Comune o, in subordine, l'annotazione nel registro delle unioni civili - ricorda la Conchita - ma entrambe le ipotesi sono state respinte. Mi è stato anche negato il congedo matrimoniale dall'Ausl presso cui lavoro dal 1996».

A Reggio non è stato neanche rilasciato loro il certificato di “capacità matrimoniale”. E il precedente sindaco, Graziano Delrio, dicono non abbia mai risposto alle loro mail.

Per questo motivo la coppia, a fine 2013, ha presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, denunciando in sostanza le autorità italiane per il mancato riconoscimento del matrimonio (la Corte ha il compito di sanzionare tutti i casi di violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell'uomo ndr).

«La trascrizione vuole assumere un ruolo simbolico - le fa eco Manuela Lazzerotti – vogliamo che la politica apra gli occhi su questa problematica. Se la mia compagna dovesse morire, per esempio, io non potrei nemmeno decidere dove e come farla seppellire».(c.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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