Matrimoni gay, Sel ora alza la posta. Ma il Pd si divide
Presentata in consiglio comunale una mozione per riconoscere le nozze celebrate all’estero tra persone dello stesso sesso
REGGIO EMILIA. Sono decine le coppie omosessuali reggiane costrette a sposarsi all'estero per poi rientrare in Italia e non vedere riconosciuta la propria unione. Ma qualcosa potrebbe presto cambiare a Reggio.
La settimana scorsa è stata depositata in Consiglio comunale la mozione targata Sinistra Ecologia Libertà, firmata dalla consigliera Lucia Lusenti, che invita il sindaco o un suo delegato a “trascrivere gli atti di matrimonio celebrati all'estero tra persone dello stesso sesso”.
Ieri durante la conferenza stampa per la presentazione del documento, oltre alla consigliera di Sel e Fabiana Montanari, presidente dell'Arcigay Gioconda Reggio, sono intervenute Manuela Lazzerotti e Conchita Nicolao, che abitano a Reggio e si sono sposate a Faro in Portogallo nel 2013.
«La mozione fa riferimento ad una serie di pregressi giuridici - spiega Lusenti - come la sentenza della Corte di Cassazione del 2012, chiarendo che la differenza di sesso non è un connotato essenziale del matrimonio, oppure la più recente ordinanza del tribunale di Grosseto con la quale è stato ordinato di trascrivere nei registri dello stato civile il matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all'estero».
Dopo Milano, Torino, Latina, Trieste e Napoli anche Reggio potrebbe riconoscere ed allargare i diritti di tutti i cittadini. «La mozione che Sel ha presentato è il primo passo di un iter che questo partito percorre da tempo nella difesa dei diritti civili - sottolinea Lusenti -. Sostenerla ci rende orgogliosi: qui non si tratta del diritto di qualcuno che va a prevaricare quello di altri, come alcuni temono. Si tratta di creare i presupposti per rendere una società più unita e coesa».
Ora la questione passa in Sala del Tricolore dove la mozione verrà discussa nel primo consiglio utile (quindi non prima di settembre).
NOZZE IN PORTOGALLO. «Abbiamo chiesto la trascrizione del matrimonio, abbiamo scritto all'ex sindaco Delrio, ma non c'è stato nulla da fare: la nostra richiesta è stata bocciata perché “contraria all'ordine pubblico” - raccontano Manuela e Conchita - Quando al lavoro, ad esempio, abbiamo chiesto un congedo matrimoniale non ci è stato concesso. E' come se in Italia non fossimo sposate. Ora abbiamo scritto anche al sindaco Luca Vecchi, attendiamo una risposta”.
«Già una decina di coppie omosessuali si sono rivolte alla nostra associazione per chiedere come poter trascrivere il proprio matrimonio a Reggio o come fare per andare all'estero a sposarsi - spiega la presidente Arcigay Reggio, Fabiana Montanari -. Il fenomeno è ovviamente in aumento, la politica e le istituzioni devono affrontare i nuovi cambiamenti, garantendo diritti a tutti».
Visto che manca una legge quadro nazionale in materia, nella mozione si invita il sindaco a “chiedere al Ministero dell'Interno quale contegno debba adottare il Comune di Reggio in caso di richiesta di trascrizione”.
E mentre si discute della mozione, quest'estate, altre due coppie gay reggiane andranno a sposarsi all'estero.
IL PD E' DIVISO. In attesa di un nuovo consiglio comunale Sel cerca sponde e consensi per fare in modo che la mozione “same sex” passi in Sala Tricolore. All'interno della coalizione di maggioranza, nel Pd, il documento è già stato presentato dalla consigliera Lucia Lusenti (Sel) ma una linea vera e propria, tra le varie anime del Pd, non c'è ancora. «Non credo che da parte nostra ci saranno voti contrari - sottolinea il capogruppo Pd in Sala Tricolore, Andrea Capelli -. Forse qualcuno potrebbe astenersi, ma il documento è abbastanza “morbido”, non credo ci saranno problemi».
È vero anche che nell'ultima riunione di maggioranza, qualche consigliere Pd ha manifestato altre priorità. «Alcuni tra i più sensibili a certe tematiche hanno contestato il bisogno di discutere la mozione subito - continua Capelli -. La parte moderata, diciamo così, si è lamentata del fatto che davanti alla crisi e ai problemi legati alla mafia nel nostro territorio si discuta al primo consiglio della trascrizione dei matrimoni omosessuali».
Nonostante il testo sia stato inviato a tutti i consiglieri del Pd non tutti hanno avuto il tempo di vederlo: «Non commento - dice Pierluigi Saccardi - devo prima leggere la mozione».
«Si tratta di un atto di civiltà - commentato il consigliere del Pd Gianluca Cantergiani - e ne discuteremo come gruppo. Tuttavia il tema delle politiche famigliari è ben più ampio, dobbiamo intraprendere azioni, in parallelo, per tutti i tipi di famiglie. Non possiamo dimenticarci quella tradizionale».
Senza tanti giri di parole interviene anche Dario De Lucia: «Qualsiasi proposta che va verso il riconoscimento dei diritti senza discriminazioni mi troverà sempre propositivo e pronto all'azione».
Ma il consenso va cercato anche all'interno del Movimento 5 Stelle. «Passeremo attraverso una consultazione della base - spiega il capogruppo Norberto Vaccari -. Non vuole dire che siamo contrari, solo che ci ritroveremo entro l'estate per prendere una decisione». Nonostante la legge dell'1 vale 1 Vaccari, a titolo personale, ammette di non aver nessuna preclusione: «Le pari opportunità vanno garantite a 360 gradi, per tutti. Non stiamo parlando di persone pericolose, che possono fare del male a qualcuno o danneggiare il benessere collettivo. I diritti vanno garantiti a tutti i cittadini, anche agli omosessuali sposati all'estero».
Cosimo Pederzoli
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