Gazzetta di Reggio

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Circoncisione in casa, genitori nei guai

di Tiziano Soresina
Circoncisione in casa, genitori nei guai

Il bimbo di un mese ricoverato al Santa Maria. La coppia è indagata per lesioni gravi, si cerca chi ha effettuato l’intervento

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REGGIO EMILIA. I genitori portano il figlio di appena un mese al pronto soccorso del Santa Maria Nuova: sono molto in ansia, perché il piccolo non sta bene da alcuni giorni. Ben presto i pediatri capiscono che quel neonato perde sangue e dagli esami clinici emerge che è affetto da anemia acuta.

E’ in quei momenti concitati che i genitori d’origine ghanese ammettono d’aver sottoposto – una settimana prima – il figlio a circoncisione: dicono che è una tradizione per chi vive in Ghana e l’intervento sarebbe stato fatto da un connazionale nella loro abitazione. Sta di fatto che le condizioni sono delicate per un bimbo così piccolo che viene subito ricoverato. Rimarrà in ospedale quattro giorni.

Ma quello che è avvenuto, con tanto di accertamenti medici, approda in procura tramite il posto di polizia dell’ospedale. Siamo nel settembre scorso e da allora il sostituto procuratore Stefania Pigozzi ha aperto un’inchiesta – con lesioni aggravate come ipotesi di reato – chiedendo una serie di accertamenti alla polizia. Gli indagati sono tre: i genitori del neonato circonciso e una terza persona ancora non identificata, cioè chi ha materialmente fatto l’intervento.

Ma da quanto ora “filtra” il pm Pigozzi, per chiarire meglio la situazione, ha disposto una perizia, affidandola al dottor Giorgio Gualandri. Il magistrato vuole infatti entrare maggiormente nel merito di diversi aspetti di questa vicenda: se il neonato è stato in pericolo di vita, ma anche quali sono state le cause del ricovero e se la circoncisione abbia prodotto lesioni permanenti al piccolo (nei casi più terribili la vittima di questo che in Africa è considerato un rituale può portare a problemi di natura sessuale).

La famiglia ghanese che vive nella zona-stazione ed è ben integrata a Reggio, si è tutelata legalmente, affidandosi all’avvocato Mattia Fontanesi. Il legale – contattato dalla Gazzetta – è prudente nelle sue valutazioni: «L’anemia che aveva colpito il neonato era dovuta ad un virus, ma gli accertamenti ospedalieri tendono anche ad escludere che il bimbo sia stato in quei giorni in pericolo di vita». E gli effetti della circoncisione, che hanno portato il pm Pigozzi ad accusare di lesioni gravi i due genitori? «No comment – risponde l’avvocato Fontanesi – aspettiamo l’esito della perizia, solo allora si potrà discutere su qualcosa di concreto».

La perizia non è ancora entrata nel vivo e i genitori indagati stanno valutando se nominare un proprio consulente che segua gli approfondimenti chiesti al dottor Gualandri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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