Gazzetta di Reggio

Reggio

Pd, senza Delrio si andrà alle primarie

di Evaristo Sparvieri
Pd, senza Delrio si andrà alle primarie

La direzione regionale rimanda la decisione definitiva al 23 luglio. Richetti si candida, ma tutti attendono un segnale da Roma per la successione ad Errani

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. O Delrio o primarie. Il suo nome non è stato pronunciato. Ma la sua candidatura aleggiava nell’aria. Anche per questo, il segretario regionale Pd, Stefano Bonaccini, annunciando ieri le primarie ha lasciato aperto uno spiraglio, lasciando intendere che non ci sarà competizione se ci si troverà di fronte ad una candidatura unica condivisa. È quanto emerso dalla direzione regionale del Pd riunitasi ieri a Bologna, per fare il punto del dopo-Errani. Tra i reggiani, presenti il segretario Pd, Andrea Costa, i consiglieri regionali Roberta Mori, Beppe Pagani e Marco Barbieri, i parlamentari Maino Marchi e Antonella Incerti. Assente Vasco Errani, al quale tuttavia l’assemblea ha tributato un lungo applauso.

RICHETTI IN CAMPO. Poche le certezze uscite fuori dall’assemblea, chiamata a riunirsi dopo la formalizzazione delle dimissioni da parte del governatore, il prossimo 23 luglio. Fra queste, la discesa ufficiale in campo di Matteo Richetti, deputato ed ex presidente dell’Assemblea legislativa, che ha rotto gli indugi rendendo pubblica la sua candidatura e lanciando già i comitati in suo sostegno. Il suo nome si aggiunge a quello dell’attuale vicepresidente della Regione, Simonetta Saliera, che da tempo ha manifestato l’intenzione di raccogliere il testimone del presidente dimissionario. Profilo più basso, invece, per il segretario regionale, Stefano Bonaccini, al quale è spettato il compito di leggere la relazione introduttiva, non escludendo una sua partecipazione, senza tuttavia palesarla esplicitamente. Anche in attesa di notizie da Roma.

LE REGOLE PER PARTECIPARE. Per partecipare alle primarie del Pd, due le possibilità. Il 35% delle firme dei componenti dell’assemblea del Pd (220 il totale, quindi circa 75), oppure la raccolta del 20% delle firme degli iscritti regionali: nel 2013 i tesserati erano circa 95 mila, quindi sono necessarie circa 20mila firme. Resta aperta inoltre la possibilità di un candidato unitario, un nome forte in grado di convogliare su di sè la maggioranza dei consensi.

L’IPOTESI DELRIO. Ed è stato proprio questo particolare a lasciare intuire a molti lo spiraglio lasciato aperto per soluzioni romane, dove l’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, starebbe ricevendo pressioni e attestati di stima da parte di molti amministratori emiliano-romagnoli per una sua discesa in campo a capo della Regione. Un’ipotesi che l’ex sindaco di Reggio non avrebbe preso finora seriamente in considerazione. Non solo per gli impegni di governo, ma anche nell’attesa di capire quanto le dimissioni di Errani abbiano lacerato un partito al quale ora servirebbe soprattutto un segnale di unità.

SENZA DELRIO SI VOTA. Intanto, la direzione regionale ieri ha votato all’unanimità l’istituzione della commissione per le primarie che potrebbero svolgersi a settembre (il 14, il 21 o il 28). Una decisione che Bonaccini ha fatto presente essere stata presa in accordo con i segretari provinciali, compreso il reggiano Andrea Costa, che la sera prima durante il coordinamento politico era intervenuto chiedendo che le primarie non fossero un modo per rivendicare poltrone, ma un confronto vero, basato su proposte e visioni diverse, arricchendo il dibattito. Un intervento apprezzato e condiviso anche dagli altri segretari.

APERTURA ALLA COALIZIONE. Le primarie, nel caso si faranno, potrebbero essere di coalizione. E proprio questo è ciò che sarà deciso il 23 luglio, quando la direzione tornerà a riunirsi dopo un giro di consultazioni con i possibili alleati. Fra i reggiani, il consigliere Matteo Riva di Centro Democratico si sarebbe mostrato già disponibile a candidarsi. Scetticismo, invece, da parte dei vertici regionali di Sel.

LEGGE ELETTORALE. Resta da capire, infine, con quale legge elettorale si andrà a votare. E domani i capigruppo del centrosinistra in viale Aldo Moro presenteranno in commissione il progetto di legge che, fra le altre cose, prevede l'abolizione del listino e la doppia preferenza di genere. Salta, infine, il congresso regionale per l’elezione del nuovo segretario, rimandato a dopo le elezioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google