Protesta contro il circo e si chiude in gabbia
La 26enne Marta Bernardelli di Gualtieri sta manifestando da tre giorni per difendere gli animali
GUALTIERI. Singolare protesta di una ragazza di Gualtieri che si batte per impedire l’utilizzo di animali in spettacoli circensi.
Marta Bernardelli, 26 anni, passa le sue giornate in piazza Cavallotti, di fronte alla sua abitazione, in una gabbia, invitando i passanti a firmare una petizione.
Da giovedì 10 luglio, nei pressi degli impianti sportivi di via Salvador Allende a Gualtieri si è insediato il circo di Armando Orfei dove si esibiscono diversi animali, tra i quali cammelli, lama e giraffe. Il tour nella città di Ligabue si concluderà domani. La protesta di Marta è incentrata su una problematica che potrà trovare una soluzione reale ed efficace solo quando verrà finalmente affrontata con una specifica normativa di rilievo nazionale.
Tuttavia la giovane gualtierese ha già vinto la sua battaglia. Il suo gesto sta sensibilizzando adulti e bambini su un tema, come quello della difesa degli animali come esseri senzienti, che misura il livello di civiltà di una singola persona, come di una società e di un paese. Sono moltissime infatti le persone di Gualtieri, ma anche dei comuni limitrofi, che hanno già firmato la sua petizione e che stanno solidarizzando con lei andandola a trovare durante le lunghe ore passate in gabbia.
Marta distribuisce anche un volantino scaricato da internet dove appare un elefante, chiuso in gabbia e la scritta “Prigioniero a vita per il vostro divertimento. Non siate complici della violenza. Boicottate i circhi con animali”.
Marta, vegana per scelta, si dichiara contro gli allevamenti intensivi. Già giovedì scorso, all’arrivo del circo aveva tentato con un gruppo di amici di effettuare un sit-in ma dopo essere stata presa a male parole dai circensi è stata allontanata, in modo garbato, dai carabinieri, chiamati dal proprietario del circo per “manifestazione non autorizzata”.
Marta non si è persa d’animo e ha continuato la sua protesta in centro a Gualtieri. Ieri pomeriggio, la ragazza è stata costretta a sospendere la sua “provocazione” a causa di un temporale. «Sono fortunata – ha detto la 26enne – Posso scegliere. Sono uscita per la pioggia ma avrei dovuto restare in gabbia come quegli animali che restano fuori all’acqua».
Marta è in gabbia da più di 70 ore e la sua intenzione, tempo permettendo, è di restarci fino a quando il circo se ne andrà. «Purtroppo per un Comune emanare un divieto assoluto di attendamento dei circhi con animali è poco utile – spiega Amanda Cavaletti di Sel e consigliere comunale a Guastalla – Se il circo fa ricorso al Tar, vince e l’ordinanza viene annullata, perché un Comune non può vietare ciò che a livello nazionale è del tutto legale, e riceve sussidi dallo Stato. Quello che il Comune può fare è porre delle restrizioni, oltre a indicare dei requisiti minimi per la detenzione degli animali, e imporre il divieto di detenzione delle seguenti specie: Primati, Delfini, Lupi, Orsi, Grandi Felini, Foche, Elefanti, Rinoceronti, Ippopotami, Giraffe, Rapaci. Con ordinanza comunale si può limitare anche la presenza temporale dei circhi con animali e dare la precedenza a quelli che non ne hanno. Non potendo porre divieti assoluti, il Comune può comunque imporre restrizioni tali che scoraggino i circhi con animali a insediarsi sul territorio».
«Nei circhi italiani – conclude la Cavaletti – ci sono 2000 animali tenuti in gabbia: la maggior parte di loro, come tigri e leoni, sono nati in cattività, altri sono stati importati, spesso illegalmente. In Europa e nel mondo sempre più nazioni bandiscono gli animali dai circhi, preferendo uno spettacolo basato sull’abilità dell’uomo e non sullo sfruttamento dei più deboli». (m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google