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Laurea da record poi tanti successi nell’oculistica

di Massimo Sesena
Laurea da record poi tanti successi nell’oculistica

Amos Bartolino era riuscito a realizzarsi nel lavoro senza sacrificare la famiglia che voleva portare a Concordia

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REGGIO EMILIA. Un talento innato per la medicina e - prima ancora - per lo studio. Chi ha conosciuto Amos Bartolino negli anni del liceo lo dipinge quasi come il Seymour Levov di Pastorale americana, per il suo carattere brillante, la sua intelligenza “superiore”, quel carisma che ti porta a primeggiare anche senza volerlo.Innamorato del suo lavoro e della sua famiglia, fino all’assurdo epilogo di ieri, Amos aveva lottato per tutto ciò che aveva, riuscendo laddove pochi davvero riescono: coniugare ambizione personale e affetti.

Tenere tutto insieme: quella casa nelle campagne di Concordia era il simbolo della sua nuova sfida. Una casa in cui riunire la famiglia: l’amata Katia e i figli, Nicolò e Cecilia, studenti alle scuole superiori della città. Una casa a pochi chilometri dal San Sebastiano di Correggio, dove lui lavorava dal 2012, dopo aver vinto il concorso come direttore del dipartimento intraospedaliero di oculistica dell’Ausl di Reggio. In quest’anno e mezzo, Bartolino s’era fatto apprezzare anche negli altri ospedali dell’Ausl, grazie a un altissimo livello di specializzazione nella chirurgia della cataratta. Fin dagli anni del liceo, Amos aveva primeggiato, ad esempio passando dalla quarta liceo Scientifico alla maturità classica in un unico anno. Poi gli studi di medicina: laurea a 24 anni con il massimo dei voti e la lode (in quegli anni il suo libretto universitario, a Parma, era diventato una , si specializza in oftalmologia a 28 e subito dopo la specializzazione studia in Germania. Non solo oculistica ma anche Tedesco.

Nei primi anni 90 è l’unico emiliano a superare gli esami di bilinguismo per esercitare la professione medica in Alto Adige: lavora a Brunico, Bressanone e Merano. Il lavoro, la medicina gli sta dando grandi soddisfazioni. Ma la sua famiglia è lontana, è a Reggio. Così, a metà degli anni novanta, Bartolino fa un’altra scelta di vita. Lascia il Trentino per tornare in Emilia, consapevole che forse quella scelta lo penalizzerà sul piano professionale. Ma la famiglia vale di più. Eppoi, pensa, avrò altre occasioni, mentre entra come semplice assistente nell’équipe del dottor Chiaravalloti, al Santa Maria Nuova: tanta attività ambulatoriale, ma anche nuove opportunità per mettersi in mostra, soprattutto nel campo della chirurgia della cataratta. Una attività, questa che Bartolino inizierà al Santa Maria Nuova per poi proseguire, nel 2000 come responsabile di oculistica per l’area sud dell’Ausl di Modena (Sassuolo, Vignola e Pavullo) e poi come primario a Carpi, incarico che per dieci anni, prima di vincere il concorso che lo porterà a dirigere l’oculistica di tutti gli ospedali dell’Ausl di Reggio.

Al suo attivo, al momento della nomina a primario a Correggio, Amos Bartolino aveva qualcosa come 15.000 interventi di cataratta, 1.200 interventi di chirurgia vitreo-retinica, oltre 120 interventi per il trattamento del glaucoma, oltre 250 interventi di chirurgia corneale, 5 trapianti corneali, oltre ad attività routinaria per l'utilizzo di laser.

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