OMICIDIO-SUICIDIO Primario dell’Ausl ucciso dopo un litigio FOTO VIDEO
L’oculista Amos Bartolino, direttore al San Sebastiano di Correggio, assassinato a colpi di pistola in un cantiere edile di Concordia, nel Modenese. Lo ha ammazzato l’elettricista di Carpi, Carlo Ghidoni, che subito dopo si è tolto la vita GUARDA LE FOTO VIDEO L'intervista al sostituto procuratore inquirente L'amico di Bartolino sconvolto IL RITRATTO Laurea da record e tanti successi professionali
CONCORDIA (Modena). Domenica mattina, ore 8.30. Nella casa rurale in ristrutturazione in via Chiaviche – di fronte all’argine del Secchia nella campagna di Concordia, in provincia di Modena – si trovano in tre: il proprietario dottor Amos Bartolino, primario di oculistica dell’Ausl di Reggio, 50 anni, residente a San Martino in Rio; l’elettricista di Concordia Carlo Ghidoni, 51enne; il falegname Fabrizio Casaglia che abita in una casa vicina. I tre discutono di spese e dello stato dei lavori dell’edificio. Sono dentro il cantiere della casa in costruzione dove Ghidoni fa dei lavori per conto del medico. Segna ore, spese e prestazioni e il medico confronta i conteggi con i suoi.
FOTOGALLERY: LE IMMAGINI DELL'OMICIDIO-SUICIDIO
IL RITRATTO Bartolino, laurea da record e successi professionali
Poco prima delle 9 scoppia una discussione tra Ghidoni e il dottor Bartolino. Casaglia racconterà poco dopo ai carabinieri che l’elettricista, campione di karate, di colpo ha aperto un cassetto estraendo la sua pistola Glock calibro 9 che ha puntata contro il medico facendo fuoco più volte. Quanti colpi, lo stabilirà l’esame della Medicina legale di Modena.
L’oculista cade a terra privo di vita. Poi l’elettricista prende la mira contro Casaglia e spara almeno quattro colpi. Ma lo scomodo testimone è già in cortile e scappa senza venire colpito. Infine, Ghidoni, restando vicino alla soglia della casa, si punta la pistola alla tempia e spara l’ultimo colpo. Alle 9, quando anche i vicini della casa accanto hanno sentito la serie di spari, scatta l’allarme. Sul posto arrivano le ambulanze del 118 e i carabinieri di Concordia. Per Bartolino e per Ghidoni non c’è niente da fare. Viene avvisato il magistrato di turno, Lucia De Santis, che arriva sul luogo del delitto poco dopo con i Ris di Parma e gli investigatori dell’Arma di Carpi.
IL PM: "QUESTIONI ECONOMICHE"
La testimonianza di Casaglia, scampato alla morte e rimasto incolume, è cruciale. L’artigiano spiega che il suo collega rivendicava un credito dal medico. Si parla di cinquemila euro. Ma il suo conteggio non era affatto chiaro e il medico avrebbe contestato la qualità dei lavori. Proprio questo aspetto avrebbe scatenato la discussione e la reazione omicida. Tra il medico e l’elettricista, che si conoscevano da tempo, pare non ci fossero mai stati screzi aperti. Tensioni sì, e non poche. Ghidoni dava segni di insofferenza verso il primario oculista, che pure lo aveva aiutato facendolo lavorare in un momento di difficoltà.
PARLA L'AMICO DI BARTOLINO: "CI SONO STATI ALTRI SPARI"
Tutto questo però non spiega una reazione così spropositata e soprattutto non spiega perché, dopo Bartolino, Ghidoni volesse uccidere anche Casaglia. Il movente resta da approfondire: per questo ieri Casaglia è stato portato nella caserma dei carabinieri in qualità di testimone e interrogato per ore. I Ris hanno prelevato dalla sua maglia tracce di sangue della vittima. Infine, numerose testimonianze del vicinato dicono che poco prima della tragedia Ghidoni girava in paese con il cane, rilassato e sereno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
