Tutti pazzi per lo Scarpazzone
A Carpineti corteo storico e banchetti per celebrare l’erbazzone montanaro
CARPINETI. Fra cibo e tanti assaggi di storia, recente e antica, si è conclusa ieri l’edizione più ambiziosa di “Scarpazzone in forma”, la festa dell’erbazzone montanaro (preparato col riso) da anni organizzato dall’associazione Carpineti da Vivere. Il parco pubblico nel centro di Carpineti ha ospitato due giorni ricchi di eventi e di piatti tipici. Segnati da una buona affluenza di pubblico, arrivato in massa nonostante le piogge di questi giorni.
Nei momenti di maltempo, tutte le iniziative sono state spostate nello spazio coperto di Parco Matilde, l’ampia struttura polivalente al centro del parco pubblico. La festa ha esordito nella serata di sabato 12 luglio, con l’apertura dei banchetti gastronomici e del mercatino, con proposte dall’hobbystica al biologico. Tanto spazio per le Vespe d’epoca. A sera, ha fatto registrare il pienone la sfilata incentrata sugli abiti da sposa degli scorsi decenni. Modelli dagli anni ’50 ad oggi – in molti casi messi a disposizione dagli organizzatori e dagli abitanti carpinetani – si sono alternati sul palco, grazie ad un gruppo di ragazze e ragazzi trasformati in indossatori. La giornata più intensa è stata quella di ieri, partita al mattino con i mercatini. A mezzogiorno gli stand gastronomici hanno lavorato a pieno regime, offrendo grigliate, salumi, gnocco fritto e piatti tipici come i casagai, e ovviamente, lo scarpazzone.
Il pomeriggio è stato all’insegna degli spettacoli, con animazioni e truccabimbi, prima di uno dei momenti più attesi, il corteo storico dedicato alla leggenda dell’Amorotto, il famoso bandito cinquecentesco dell’Appennino reggiano.
L’Amorotto e i racconti che ha generato – storie ancora ben radicate in montagna ed in particolare a Carpineti, dove nacque e dove ebbe a lungo la sua base – sono stati messi in scena con un lungo corteo iniziato nella piazza medievale di Carpineti, con figuranti, sbandieratori, tamburini. Il corteo è arrivato sino al Parco Matilde dove, al coperto per via della pioggia, si è tenuta la rievocazione vera e propria, usando fra l’altro mobilio d’epoca, fra cui un trono risalente al 1600. A sera, dopo la cena, la conclusione inevitabile, la finale dei Mondiali, guardata nel maxischermo montato per l’occasione.
Adriano Arati
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