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Controlli dell’Arpa oggi a Poiatica sulla radioattività

Controlli dell’Arpa oggi a Poiatica sulla radioattività

Carpineti: dopo l’esposto presentato alla procura di Reggio un sopralluogo per verificare i dati presentati da Davoli

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CARPINETI. Nuove rilevazioni dell’Arpa alla discarica di Poiatica, alla ricerca di tracce di radioattività. Gli addetti dell’Arpa di Piacenza, che ha la competenza in materia per il territorio regionale, saranno oggi alla discarica, da anni al centro di discussioni e polemiche sul suo possibile impatto sulla salute degli abitanti.

Le nuove verifiche seguono le segnalazioni sulla presenza di radioattività di Alessandro Davoli e l’apertura di un fascicolo d’indagine da parte del procuratore capo reggiano Giorgio Grandinetti. I tecnici dell’Arpa, nei mesi scorsi, hanno già compiuti diversi controlli su richiesta dell’amministrazione comunale, e dai loro risultati non erano emersi dati preoccupanti. Di parere diverso Davoli, che questa mattina sarà presente a Poiatica, «invitato a partecipare, come testimone, dal neo-sindaco di Carpineti Tiziano Borghi», come spiega lui stesso.

Davoli racconta di aver effettuato un nuovo sopralluogo alla discarica il 9 luglio scorso, accompagnato da Achille Cester, esperto in radioprotezione, che a sua volta ha svolto dei test, «attrezzato con strumenti professionali». Cester «ha purtroppo confermato l’anomala radioattività in discarica e, tramite analisi dello spettro di emissione dei raggi gamma, ha con ogni probabilità identificato uno degli inquinanti», racconta Davoli.

Si tratterebbe di sabbie zirconifere radioattive, solitamente prodotte dai «fanghi di lavorazioni ceramiche». Sarebbero queste sabbie le «responsabili dell’estesa radioattività presente (per i diversi isotopi di Uranio-238 e Torio-232)».

Si tratterebbe di prodotti «portati in discarica illegalmente trattandosi di rifiuto speciale radioattivo, che tra l'altro richiede particolari attenzioni nel trattarlo. Sono importate dal Sud Africa o dall’Australia, per lo più».

I problemi non si fermerebbero qui. Secondo Cester, riporta Davoli, «il biogas sfugge in quantità dall’impianto, con problemi di inquinamento delle aree circostanti».

Mentre la frana in atto al lato di Poiatica «ha sicuramente danneggiato l’impermeabilizzazione del fondo della discarica, rompendo i teli e creando soluzioni di continuità tali da versare il percolato velenoso nella falda sottostante e quindi nell’alveo del fiume». (adr.ar.)

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