Gazzetta di Reggio

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cavriago, droga killer

Gli spacciatori fanno “scena muta”

Interrogati dal gip scelgono di non parlare: restano in carcere

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CAVRIAGO. Non hanno detto una parola Mike Ogbefua e Ehis Oyo. E, così, le domande del giudice Angela Baraldi sono cadute nel vuoto.

I due ghanesi – 34 anni il primo, 32 l’altro – erano stati arrestati venerdì sera nel loro appartamento in zona Foscato, a Reggio, con l’accusa di spaccio. Durante la perquisizione, i carabinieri avevano trovato nell’abitazione grandi quantità di cocaina, sostanze stupefacenti usate per il taglio delle dosi, e telefoni e sim card probabilmente utilizzate per mettersi in contatto con la clientela.

Ieri, in tribunale, l’interrogatorio di garanzia. Ma i due spacciatori, difesi dall’avvocato Sabrina Ori, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I carabinieri di Cavriago sono arrivati a Mike Ogbefua e Ehis Oyo a seguito di approfondite e capillari indagini iniziate dopo la morte di Marco Abatiello, il 37enne di Cavriago che il 15 agosto del 2013 è morto per overdose nella sua abitazione in via Ariosto.

Nei mesi scorsi, nell’ambito della stessa operazione erano stati arrestati anche altri magrebini: Samir Beled (26 anni), Mohamed Miladi (32 anni) e Rochdi Belaid (33 anni) erano finiti in manette subito dopo la morte del cavriaghese; il 20enne Alea Eddin Ben Saleh, il 50enne Habib Kheanchouol e il 32enne Massarah Mussbh, invece, sono stati arrestati tra Scandiano e Reggio pochi mesi fa. Dal momento che la diefsa non ha chiesto alcuna misura alternativa al carcere, comunque, il 34enne Mike Ogbefua e il 32enne Ehis Oyo per ora restano in cella.

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