Il centro storico cade a pezzi, la ricetta dell'assessore Alex Pratissoli
Di riqualificazione urbana di Reggio Emilia si parla da tempo. In campagna elettorale è stato proprio uno degli argomenti su cui l’attuale amministrazione ha promesso di impegnarsi...
REGGIO EMILIA. Di riqualificazione urbana del centro storico si parla da tempo. E durante la recente campagna elettorale è stato proprio questo uno degli argomenti caldi su cui l’attuale amministrazione comunale si è spesa prendendo impegni importanti. Sabato scorso, in via Emilia San Pietro, un’anziana è rimasta miracolosamente illesa dopo il crollo del soffitto del cucinotto. Partendo dalla cronaca più recente, cerchiamo di fare il punto sull’edilizia in centro storico con l’assessore competente Alex Pratissoli.
Assessore, il crollo di sabato fa riflettere su un tema, quello della riqualificazione urbanistica del centro, che sulla carta rappresenta una priorità. E nei fatti?
«E’ vero che l’amministrazione comunale è assolutamente sensibile al tema della riqualificazione, non a caso oggi parliamo di assessorato non genericamente all’edilizia ma alla rigenerazione urbana. Detto questo è doveroso sottolineare che, per quanto riguarda il tetto crollato sabato scorso, non c’è una responsabilità diretta del Comune in quanto parliamo di un immobile di proprietà privata. Ciò non toglie che in questo ambito c’è molto da fare».
Esiste un progetto dell’amministrazione comunale sul quale lavorare?
«Sul concetto di rigenerazione urbana abbiamo ragionato partendo da una constatazione: il primo passo deve essere quello di una riqualificazione energetica che, facendo calare il “peso” delle bollette, faccia da volano perché si liberino risorse da impegnare nella riqualificazione degli immobili che resta una priorità».
Quale il ruolo del Comune?
«Il Comune va pensato, anche in questo ambito, sempre più come motivatore e sempre meno come finanziatore diretto. Nel senso che noi dobbiamo essere registi in grado di creare le condizione per la creazione di una rete d’imprese impegnate non solo sul tema del prodotto casa ma su tutti i servizi ad essa correlati a partire dalla sfida energetica».
Le risorse necessarie, aldilà del risparmio energetico, dove pensate di trovarle?
«Il tema del finanziamento è fondamentale e, anche in questo caso, accanto al ruolo del Comune che è paragonabile a quello di una cabina di regìa, non va dimenticato quello del governo centrale: se diventerà strutturale la detrazione del 50 per cento sulle ristrutturazioni, è chiaro che i nostri obiettivi saranno più facilmente raggiungibili. Così come sarà compito del Comune fare in modo di convogliare nella giusta direzione i fondi europei e regionali a disposizione».
Oggettivamente, quanto siamo lontani dall’obiettivo?
«A Reggio siamo molto avanti dal punto di vista della progettualità, e abbiamo gli strumenti tecnici per realizzare gli obiettivi che ci siamo posti. Ora si tratta di creare una rete d’imprese disponibile ma anche coinvolgere il mercato finanziario in queste tematiche».
Dal momento che intendete partire dalla riqualificazione energetica, Iren non potrà chiamarsi fuori...
«Infatti è nostra intenzione coinvolgere da subito la multiutility anche perché la ristrutturazione di molti immobili può essere strettamente legata all’arrivo del teleriscaldamento».
Riqualificare il centro storico significa anche renderlo più appetibile...
«La riqualificazione del centro, rispetto a quello delle zone periferiche, pone problematiche diverse a partire dalle politiche abitative. Penso per esempio alla politica degli affitti: quante case restano sfitte perché il proprietario teme di non ricevere regolarmente o di non ricevere per niente l’affitto a fine mese? Bene, il Comune in questo caso può fare da garante in modo che sempre meno case restino vuote. E’ fondamentale che in centro gli spazi restati vuoti tornino a riempirsi e i contenitori non siano lasciati a se stessi».
Perché il centro viva, cosa deve affiancare una pur necessaria riqualificazione urbana?
«Sicuramente non si può prescindere dalla valorizzazione della città storica. In questo senso l’assessorato alla rigenerazione urbana deve lavorare di comune accordo insieme agli assessorati alla cultura e alla sicurezza. Non possiamo accettare che il centro sia solo un luogo di consumo».
Per avere risposte concrete, quali saranno i tempi?
«Contiamo di dare risposte ai cittadini in tempi brevi. Abbiamo obiettivi precisi e sappiamo come arrivarci. Si tratta solo di iniziare il percorso mettendo in rete le imprese e potendo contare sulla collaborazione di tutte le parti interessate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
