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«Il Comune può opporsi ai nuovi impianti biogas»

Il comitato Ronchi lancia un appello al neosindaco e ai consiglieri di Correggio «L’autorizzazione è stata data dal commissario Cogode, ma ora si può dire no»

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CORREGGIO. Il via libera per la costruzione di due nuove centrali biogas in Fossa Faiella 6 ha lasciato di stucco i comitati ambientalisti che, ora, sfidano apertamente non solo il Comune di Correggio ma anche tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione.

«Abbiamo parlato di biogas e biomasse con tutti i candidati in campagna elettorale, registrando le loro posizioni e comunicando sempre il nostro sdegno per l’assurdo proliferare di queste centrali. Abbiamo chiesto trasparenza, chiarezza, maggiore comunicazione coi cittadini. Perché ora sul sito del Comune di Correggio appare questa autorizzazione alla costruzione dei nuovi impianti della Gmp Bioenergy srl senza che nessuno abbia discusso la questione con noi cittadini?».

A parlare è l’infuriato portavoce del comitato Ronchi per l’Ambiente, Mauro Bervini.

«Perché veniamo sempre a conoscenza di tutto a cose fatte? – chiede con tono comprensibilmente polemico – La storia si ripete: rispetto alla vecchia amministrazione non cambia nulla. Essendo che la determinazione è stata approvata dal commissario Adriana Cogode e non dal neo sindaco Ilenia Malavasi, se la nuova giunta e i consiglieri sono contro il biogas e le biomasse che agiscano subito».

Dal canto suo, Mauro Bervini è già pronto all’attacco.

«Nella determinazione c’è scritto che chiunque non sia d’accordo può fare ricorso al Tar entro 60 giorni (ovvero entro il 5 agosto) oppure effettuare un ricorso straordinario al capo dello Stato entro 120 giorni. Se il commissario Cogode ha approvato qualcosa che davvero non sta bene alla nuova amministrazione, adesso vedremo chi rispetterà ciò che ha detto in campagna elettorale e chi avrà il coraggio di fare ricorso. In passato le vecchie amministrazioni si sono battute per molto meno».

I comitati “Ambiente e Salute Correggio-San Martino in Rio” e “Ronchi per l’Ambiente” non staranno certo a guardare.

«Noi agiremo per nostro conto ma è difficile farlo quando ci impediscono l’accesso agli atti». E c’è anche un’altra questione che attanaglia i comitati.

«I Comuni dicono sempre di non poter fermare i biogas al di sotto dei 999 kWe. Ora si può. Le leggi parlano chiaro e i riferimenti li fa lo stesso Comune nella delibera di approvazione del progetto».

La conferma sembra arrivare anche dal Gse, il Gestore dei Servizi Energetici, che è l’organo statale incaricato di elargire gli incentivi agli impianti a fonti rinnovabili. «Il Gse ha risposto a una delle nostre innumerevoli diffide e chiaramente ci ha spiegato di poter agire solo se il Comune o la Provincia accertano mancanze nei regolamenti. Fino ad oggi certi impianti hanno agito fuori dalle regole: perché il Comune non li ha segnalati?».

E, a proposito di segnalazioni, il comitato Ronchi non tralascia la questione del biogas a Gazzata di San Martino in Rio e chiede all’assessore all’Ambiente GianMaria Casarini un chiarimento. «Il regolamento dell’Ausl di Correggio non vieta la costruzione di impianti a meno di 50 metri dalle case? ».

Silvia Parmeggiani

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