Infortunio, entrambi assolti i responsabili del cantiere
GUASTALLA. Sono stati entrambi assolti con formula piena, quindi non ritenuti responsabili dell’infortunio accaduto all’operaio marocchino 37enne Brahim El Kilani nel dicembre 2007 all’interno del...
GUASTALLA. Sono stati entrambi assolti con formula piena, quindi non ritenuti responsabili dell’infortunio accaduto all’operaio marocchino 37enne Brahim El Kilani nel dicembre 2007 all’interno del cantiere dov’era in costruzione un serbatoio per l’acqua potabile. L’opera era stata commissionata da Enìa (ora Iren) alla Orion che aveva subappaltato i lavori all’Appio Costruzioni. A processo sono finiti Leo Appio (titolare dell’omonima ditta) ed Igor Molesini (tecnico per la sicurezza di Enìa). La perizia ha confermato l’infortunio in cantiere del nordafricano (costituitosi parte civile tramite l’avvocato Franco Beretti) e non la caduta in bici che sarebbe stato costretto a dire in ospedale su pressioni del datore di lavoro. Ma il legale Franco Mazza ha dimostrato che ogni 2-3 giorni veniva stilata una relazione sulla sicurezza in cantiere, inoltre che non vi era necessità di ponti mobili perchè l’operaio era caduto da mezzo metro d’altezza e non da tre metri come sostenuto dall’accusa. Insomma solo un errore umano. Valutazioni difensive condivise dal giudice Stefano Catellani.(t.s.)
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