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Boom delle nozze civili in ville e castelli del paese

Boom delle nozze civili in ville e castelli del paese

CASALGRANDE. Una crescita vertiginosa. È quella che stanno vivendo i matrimoni civili nel territorio di Casalgrande, usando come scenario diversi luoghi suggestivi. Dalla sala consiliare agli...

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CASALGRANDE. Una crescita vertiginosa. È quella che stanno vivendo i matrimoni civili nel territorio di Casalgrande, usando come scenario diversi luoghi suggestivi. Dalla sala consiliare agli interni del castello di Casalgrande Alto ed alla storica Villa Spalletti, oltre al teatro De André. I dati parlano chiaro. Nel 2013 i matrimoni civili sono stati una ventina in totale; nel 2014 le nozze officiate da sindaco, amministratori o loro delegati sono già quarantasette in otto mesi, conteggiando quelle celebrate e quelle in programma da qui a fine mese. Un salto verso l’alto dovuto anche ad una scelta precisa dell'amministrazione comunale, che ha allargato la possibilità di sposarsi con rito civile «ai luoghi che rivestono un particolare interesse storico, culturale, architettonico o paesaggistico situati del territorio comunale, anche di proprietà privata, previa stipulazione di una convenzione tra Comune e proprietà».

L’esempio principale è la splendida residenza di Villa Spalletti a San Donnino, da decenni meta classica per cene e pranzi nuziali, che da diversi mesi ha aderito all’iniziativa. Le opzioni disponibili sono diverse: la sala consiliare in municipio, la citata Villa Spalletti, la sala degli stendardi del castello di Casalgrande Alto ed una ad oggi meno conosciuta: l’interno del teatro De André.

Proprio i luoghi esterni (Villa Spalletti, il castello) sono in crescita nelle scelte. Nel 2013 tredici matrimoni civili sono stati celebrati in municipio, sei a Casalgrande e uno a Villa Spalletti. Nell’anno in corso, ventuno nozze sono state ospitate dalla sala consiliare, le altre ventisei sono divise a metà Casalgrande Alto (23,40 per cento) e San Donnino (21,27 per cento). E la scelta non riguarda solo gli stranieri, attirati dalla storia italiana, e le persone divorziate impossibilitate al rito religioso.

«Non è praticata solo da persone di nazionalità straniera o da divorziati alle seconde nozze ma, in misura crescente, da giovani e coppie alla loro prima unione», spiega il sindaco Alberto Vaccari. Il Comune è ovviamente contento di questi dati, e si adopera per aumentarli: «Gli uffici sono al lavoro per garantire la gestione ottimale di questa piccola emergenza, di cui siamo peraltro molto lieti. Il cittadino che sceglie di sposarsi a Casalgrande è seguito, passo dopo passo, dai nostri operatori, qualunque sia la sede prescelta», spiega.

E aggiunge: «ci fa piacere constatare che la scelta di aprire alla cittadinanza alcuni luoghi di particolare interesse architettonico e artistico presenti sul nostro territorio sia stata premiata con una simile affluenza che ha visto, nel giro di breve tempo, più che raddoppiare i numeri».

Adriano Arati

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