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Esami scientifici dei Ris anche sul sopravvissuto

Esami scientifici dei Ris anche sul sopravvissuto

Serviranno un paio di giorni per le prime certezze medico-legali sull’omicidio suicidio di Santa Caterina. Le salme di Amos Bartolino e Carlo Ghidoni sono infatti a disposizione degli esperti del...

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Serviranno un paio di giorni per le prime certezze medico-legali sull’omicidio suicidio di Santa Caterina. Le salme di Amos Bartolino e Carlo Ghidoni sono infatti a disposizione degli esperti del reparto di Medicina legale del Policlinico di Modena. I tecnici dovranno ispezionare i corpi e fornire un report utile a definire nel dettaglio le cause specifiche della morte.

Si parte da un paio di certezze, già riscontrate dai periti intervenuti in via Chiaviche, domenica mattina. Ghidoni ha colpito l’oculista con almeno quattro colpi, sparati al torace e all’addome. I primi non sono stati letali, come del resto ha raccontato Fabrizio Casaglia, il testimone chiave dell’assassinio. Anzi, l’elettricista, dopo aver rivolto la pista ed esploso altri due proiettili verso il falegname, è tornato sui propri passi per freddare il medico, che si era trascinato fin all’interno dell’abitazione in ristrutturazione. Ecco perché il sostituto procuratore, Lucia De Santis, vuole avere un quadro completo, almeno sotto il profilo tecnico, e ha incaricato degli accertamenti la dottoressa Anna Paola Santunione e Barbara Collini di Modena.

Nel frattempo emergono altri dettagli della sparatoria. Ghidoni, dopo aver sparato a bruciapelo a Bartolino e dopo averlo finito, ha esitato a suicidarsi. Quando i carabinieri sono intervenuti in via Chiaviche, infatti, hanno trovato la strada sbarrata in maniera approssimativa. Una situazione che lascia ipotizzare come l’elettricista, prima di togliersi la vita, abbia anche meditato di opporre resistenza all’intervento dei militari, barricandosi nella casa in ristrutturazione. I carabinieri – hanno raccontato i testimoni dell’operazione – sono intervenuti con il mitra spianato, pronti anche ad affrontare un conflitto a fuoco che poi non c’è stato. Ma sono stati frangenti di grande tensione; la stessa che ha vissuto anche Fabrizio Casaglia. Il testimone è stato sottoposto a uno speciale tampone da parte dei Ris. L’esame immediato deve sciogliere ogni ragionevole dubbio sul coinvolgimento del falegname nella sparatoria. L’assenza di polvere da sparo sulle mani confermerebbe che i colpi di pistola sono stati sparati soltanto da Ghidoni. Ma per avere un report completo dalle indagini balistiche e scientifiche serviranno due mesi.

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