Gazzetta di Reggio

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BUSANA, COLLAGNA, LIGONCHIO E RAMISETO

Fusione, il referendum già previsto nel maggio 2015

COLLAGNA. Al di là del percorso fatto fin qui per l’iter di fusione tra i Comuni del crinale (Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto), c’era un altro elemento di preoccupazione dopo le annunciate...

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COLLAGNA. Al di là del percorso fatto fin qui per l’iter di fusione tra i Comuni del crinale (Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto), c’era un altro elemento di preoccupazione dopo le annunciate dimissioni del governatore regionale Vasco Errani: quello legato alla sopravvivenza dell’Unione stessa e dei servizi associati, da più di 10 anni ad essa collegati. Dopo la comunicazione data ieri dal consigliere regionale Marco Barbieri, secondo cui l’iter della fusione non sarà azzerato ma solo temporaneamente congelato, emerge che anche per l’Unione è all’orizzonte una deroga fino al referendum con il quale saranno chiamati ad esprimersi i cittadini dei 4 Comuni. Referendum che non sarà ad ottobre (si voteranno probabilmente le regionali a novembre), ma per il quale c’è già una ipotesi piuttosto concreta per la nuova data: maggio 2015. Spiega il sindaco di Collagna, Paolo Bargiacchi: «L’emendamento presentato da Barbieri è stato approvato in commissione e andrà in aula con le ultime pratiche prima delle dimissioni formali di Errani, entro il 31 luglio, nell’ambito della discussione sull’assestamento del bilancio. Questo emendamento ha uno scopo duplice. Il 1° è bloccare quanto fatto finora nell’iter per la fusione, salvaguardando mesi di lavoro, indicando nel contempo i passaggi, da compiere piuttosto velocemente, per l’iter referendario una volta insediata la nuova giunta regionale, che dovrebbe portare alle votazioni nel maggio 2015. Il 2° aspetto è che l’emendamento contempla una proroga per l’Unione in essere, fino al completamento del processo di fusione, e comunque non entro il 31 dicembre 2015». Dunque sono salvaguardati anche i 12 dipendenti in forza all’Unione, che passeranno alle dipendenze del nuovo Comune se l’esito referendario sarà positivo. Se tale sarà l’esito, il percorso ipotizzato prevede inoltre l’entrata a regime del nuovo ente entro il 1° dicembre 2015: se così fosse, non si perderebbero i contributi regionali e statali riservati ai Comuni che optano per fondersi, già previsti per l’annualità 2015. Lo slittamento per il referendum dunque sarebbe soltanto di qualche mese. «Mesi – dice Bargiacchi – che potrebbero essere a questo punto anche utili per illustrare e condividere meglio con la popolazione questo fondamentale progetto, spiegare il percorso e coinvolgere al massimo i residenti chiamati ad esprimersi l’anno prossimo». (l.t.)

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