«Il concerto? Non era per Tommy»
Sant’Ilario: ripercorsa in aula l’inchiesta, un impresario è accusato di truffa
SANT’ILARIO. Sta faticosamente incamminandosi verso la sentenza il processo che, anche se in forma indiretta, rievoca la tristissima storia del piccolo Tommaso Onofri (sequestrato e ucciso il 2 marzo 2006) che tutto il Paese visse con sconcerto.
Essendo nel frattempo morto un imputato, ora solo l’impresario parmense 40enne Maurizio Luceri è accusato di truffa: per la procura nel 2007 si sarebbe spacciato per incaricato della famiglia Onofri nella raccolta dei fondi e delle sponsorizzazioni legate alla manifestazione "Cantabimbo per ricordare Tommy" – che si doveva tenere in un parco di Sant'Ilario – i cui proventi dovevano poi essere destinati proprio alla onlus intitolata al bimbo morto in quel modo atroce.
La mamma di Tommy – Paola Pellinghelli – si è costituita parte civile nel processo tramite l’avvocatessa Donata Cappelluto. Ieri non era presente in tribunale a Reggio, comunque ha seguito diverse udienze, non nascondendo – con i cronisti – il suo disappunto per questa vicenda. Parole bagnate dal pianto: «Tutto quello che riguarda il mio bimbo mi ferisce, sono cose che non dovrebbero succedere perché minano la credibilità della associazione Tommy nel cuore che, pur piccola, fa buone cose». Sull’inchiesta ieri ha testimoniato – davanti al giudice Silvia Semprini – il maresciallo dei carabinieri Olindo Varratta: «Avevamo indagato perché sulla manifestazione erano sorti dei dubbi al Comune. Verificammo che la famiglia Onofri era al corrente dell’iniziativa, ma non aveva autorizzato la raccolta di fondi e di sponsor a nome dell’associazione Tommy nel cuore». A settembre verrà emessa la sentenza.(t.s.)
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