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Il segretario Costa «Prima le idee poi le candidature»

REGGIO EMILIA. Matteo Richetti scalpita, Stefano Bonaccini sta alla finestra e con lui, per ora, tanti reggiani che probabilmente nelle prossime settimane potrebbero decidere. E per ora uno stop a...

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REGGIO EMILIA. Matteo Richetti scalpita, Stefano Bonaccini sta alla finestra e con lui, per ora, tanti reggiani che probabilmente nelle prossime settimane potrebbero decidere. E per ora uno stop a questi ultimi, o almeno alle voglie degli stessi, arriva direttamente dal segretario provinciale Andrea Costa, che in una nota affronta di petto i nodi politici che le dimissioni di Vasco Errani hanno lasciato da sciogliere, per arrivare poi a sottolineare come gli argomenti legati a candidature e poltrone, siano - per quanto urgenti - solo un corollario.

«Rigenerazione: istituzionale, economica, ma anche etica». E’, secondo Costa, «sotto questo concetto – quello del rigenerare sé stessi e quello che ci circonda – che va aperto il dibattito sul futuro dell’Emilia Romagna. E in questo dibattito va innestato il pensiero su quello che ogni territorio – e quello Reggiano in particolare – può dare come contributo. Partendo da un’allergia ai confini, che oggi sono quanto mai anacronistici (La chiave del successo nel mondo globale a cui il nostro sistema si deve necessariamente riferire sta in un concetto che non è territoriale: è quello legato, invece, alla logica di rete), si deve tentare di declinare il concetto di Area Vasta in proposte concrete di infrastrutture, di scambi di competenze, di aggregazioni e fusioni. E solo sui contenuti si può consolidare l’idea di un rafforzamento del territorio ‘Emiliano’: non nella logica dei campanili e delle contrapposizioni, ma piuttosto della praticità e dell’efficacia».

In particolare, Costa sottolinea poi come «Attorno all’Alta Velocità dobbiamo costruire un asse di collegamento con quella parte di Lombardia che si sente ‘abbandonato’ da Milano – penso a Mantova piuttosto che Cremona -, dobbiamo sviluppare davvero quel concetto di metropolitana di superficie di cui tanto si parla ma del quale non si sono mai visti i progetti esecutivi: la Mediopadana è un capitale investito straordinario, che arriverà a compimento se sempre con un treno in tempi sopportabili si potrà arrivare direttamente anche a Sassuolo, a San Polo, a Luzzara, ma anche a Carpi, a Viadana, a Fidenza».

Di fronte a questa sfida, dice il segretario del Pd «non mi interessa parlare di nomi, di un dirigente o di un eletto in più, mi interessa che Reggio possa portare questa autorevolezza che si fonda sulle idee, sui progetti realizzati e quelli in cantiere, e si fonda anche su un clima di pacificazione interna al Pd, sul superamento delle contrapposizioni. Prima vengono le idee, poi le gambe su cui quelle stesse idee dovranno correre, non più camminare».

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