Il violinista Davide Gaspari è nell’Orchestra Europea
Per il secondo anno consecutivo il giovane musicista reggiano suonerà nell’Euyo Si esibirà in Austria, Inghilterra, Germania, Olanda: «Non vedo l’ora di iniziare»
VILLA MINOZZO. Bene, bravo, bis. Proprio così. Un bis di conferma per Davide Gaspari.
Il violinista 25enne di Civago, infatti, farà parte per il secondo anno consecutivo della Euyo, l’orchestra giovanile dell’Unione Europea.
Una soddisfazione enorme per il musicista reggiano: «Sono emozionato e felice per questa nuova opportunità. Facendo già parte dell’orchestra l’anno scorso, ho avuto la possibilità di accedere direttamente alle finali di selezione a Roma. Ho rifatto l’audizione e sono stato confermato. È stata davvero una bella soddisfazione».
Davide, pronto per questa nuova avventura?
«Sì, sono prontissimo. A breve partiremo per un periodo di una decina di giorni di prove, poi incominceranno le date vere e proprie. Ci esibiremo in Austria, alla Royal Albert Hall di Londra, in Germania, in Italia e in Olanda. Sarà un’estate intensa, insomma. Ma, sinceramente, non vedo l’ora di iniziare. Anche quest’anno avremo l’opportunità di lavorare con bravissimi direttori».
Quando hai iniziato a suonare?
«Diciamo che il mio è stato un percorso un po’ anomalo: ho iniziato a 15 anni, decisamente tardi rispetto alla media. Ed ero appassionato di chitarra. Ma vicino a Civago hanno aperto una scuola di musica, mi sono iscritto e, dopo aver assistito a un concerto del mio maestro, ho deciso di dedicarmi al violino».
Ti aspettavi la conferma?
«Assolutamente no. È una soddisfazione enorme. È il secondo anno alla Euyo, una gioia incredibile. Lo scorso anno ho sostenuto le pre-selezioni a Torino e le ho superate. Sono andato a Roma per la fase finale e mi hanno scelto. E quest’anno è arrivata la nuova conferma…Di più non potevo aspettarmi».
È difficile fare il musicista in Italia?
«Il periodo è complicato per tutti, anche per noi musicisti. Di orchestre ce ne sono tante, ma i fondi spesso scarseggiano e le audizioni non sono molte. Mi piacerebbe riuscire a fare il violinista come professione. Mi auguro di farcela».
Sei arrivato a livelli eccelsi. A chi vorresti dire grazie?
«Il grazie più grande va ai miei familiari. Mi sostengono sempre, hanno condiviso e appoggiato la mia scelta, sono sempre i miei primi tifosi. Ho intrapreso un percorso non semplice, fatto di studio continuo e tanta dedizione. E loro ci sono sempre. Un altro grazie va ai miei maestri. Devo tanto ad Alessandro Ferrari, il mio insegnante di violino all’istituto Peri».
Roberto Giampietri
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