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«Quell’ammanco non c’entra niente»

«Quell’ammanco non c’entra niente»

La lettera-testamento, il presidente della società di arti marziali spiega la frase scritta dall’omicida

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«Non voglio assolutamente nessun membro della Iskdo alla mia dipartita. Anzi, vorrei che fosse detto al presidente, Alpi Roberto, che io con il famoso ammanco non c’entro nulla, ma lo ringrazio per la fiducia che ha avuto nei miei confronti». È sconvolto il presidente dell’associazione nazionale di arti marziali Iskdo, Roberto Alpi, per il crimine commesso da Carlo Ghidoni e non sa capacitarsi di quanto accaduto. Ghidoni ha citato Alpi, che conosceva fin da ragazzino e con il quale ha fondato Iskdo, nella lettera testamento, alludendo ad un ammanco. «La storia dell’ammanco risale a tanto tempo fa e nel testamento non ha fatto altro che mettere per iscritto quello che mi aveva già detto di persona – commenta Roberto Alpi –. Non abbiamo mai avuto nessun tipo di screzio. In passato c’erano state cose che non erano chiare, ma non si trattava di questioni così importanti. Non c’erano stati litigi o scontro di questo genere. E la storia dell’ammanco non è assolutamente rilevante ai fini di quello che è successo. Era una cosa tra noi di cui riferirò agli inquirenti se mi contatteranno». Anche Roberto Alpi sottolinea come Ghidoni non avesse mai lasciato trasparire atteggiamenti violenti. «Era un tipo bonario, scherzoso – prosegue il maestro – poi come con tutte le persone che interagiscono possono esserci diverbi ma sempre contenuti nei limiti. Non era persona aggressiva nè mai ha fatto trasparire segni di squilibrio. Ci sentivamo spesso al telefono, ultimamente stava attraversando un brutto periodo lavorativo».(s.a.)

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