Gazzetta di Reggio

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Rubiera, il perito valuta la distrazione

di Tiziano Soresina
Rubiera, il perito valuta la distrazione

Incidente mortale: escluso che l’investitrice fosse al volante ubriaca o drogata, si vuole capire se fosse al telefono

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RUBIERA. E’ entrato nel vivo il delicato lavoro del perito Alfonso Simoncini, nominato dal pm Valentina Salvi che coordina l’inchiesta dei carabinieri sull’incidente che ha distrutto la famiglia Amato.

L’esperto deve ricostruire la dinamica di quanto avvenuto intorno alle 22 del 27 giugno lungo via Togliatti: tre persone stavano tranquillamente attraversando la strada sulle strisce quando, all’improvviso e per cause ancora al vaglio degli inquirenti, siono state investite dalla Ford Fiesta guidata da una studentessa universitaria di 26 anni. Nello schianto è morto il piccolo Salvatore, sta ancora lottando fra la vita e la morte la mamma del bimbo (la 42enne Sandra Bonacini) e per un miracolo ha subìto solo lievi lesioni la 19enne Chiara Amato.

Ritornando alle indagini, è stata quindi avviata quella che tecnicamente è una perizia cinematica: l’elaborazione di quest’importante prova a fini processuali sarà seguita anche dai consulenti tecnici delle parti. L'accertamento peritale chiarirà una volta per tutta posizione dei soggetti coinvolti, condizioni del mezzo e tanti altri aspetti legati a quest’ennesima tragedia della strada.

L’investitrice – che è accusata di omicidio colposo, lesioni gravissime e lesioni – è difesa dall’avvocatessa Romina Ferrari. Mentre il legale Giuseppe Pagliani tutela la famiglia Amato (le parti lese sono il papà Giuseppe, la mamma Sandra, la sorella Chiara e le due nonne del bimbo morto nell’impatto).

I rilievi già eseguiti sul luogo dell'incidente "dicono" che la studentessa universitari (da pochi minuti salita in macchina, in quanto aveva appena finito il turno lavoro in un locale rubierese) stava spingendo troppo sull'acceleratore della sua Ford Fiesta quando ha investito i tre componenti della famiglia Amato.

Sull'asfalto non vi sarebbero segni di frenata. Un eccesso di velocità che avrà un peso nell'inchiesta. Nel frattempo sono stati però fugati i dubbi sullo stato psicofisico della 26enne al volante: gli esami clinici all’ospedale hanno escluso che avesse bevuto o assunto droga. Le è stata sequestrata la patente di guida, come pure l'auto. Gli inquirenti vogliono capire anche se alla base di questa tragedia vi possa essere una distrazione legata all'uso del telefonino da parte della giovane mentre guidava: verranno fatti accertamenti mirati sui tabulati e, nel caso, sul telefonino stesso che al momento non sarebbe stato sequestrato. Nei momenti subito successivi alla tragedia la 26enne aveva detto di «non aver visto i pedoni sulle strisce». Un terribile errore.

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