Summit sulla sicurezza dei bus: Odorici se ne va e il prefetto s’infuria
L’Ad di Seta ha partecipato solo alla prima parte della riunione sulla sicurezza dei bus: «Mi aspetta il sindaco di Modena»
REGGIO EMILIA. Un caso diplomatico in piena regola, con tanto di “strappo” alle regole del rispetto dovuto alle istituzioni. Si è consumato ieri pomeriggio, in Prefettura, in una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, convocata dal prefetto Antonella De Miro per discutere della sicurezza del trasporto pubblico. Protagonista di questo incidente, non esattamente un comprimario della partita: l’amministratore delegato di Seta, Pietro Odorici, chiamato in quella sede a rispondere alle rimostranze dei sindacati (presenti in una folta delegazione), ma anche alle istanze degli enti locali (il comune era rappresentato dal sindaco Luca Vecchi, dagli assessori Natalia Maramotti e Mirko Tutino, nonchè dal comandante della polizia municipale Antonio Russo).
Del resto, a Reggio, non si è ancora spenta l’eco della morte del quindicenne Sylvester Agyemang, lo studente caduto dal bus che lo portava a scuola, una mattina dello scorso gennaio. Odorici è arrivato accompagnato dal direttore operativo di Seta. E prima di iniziare la riunione ha esordito dicendo: «Vi dovrò lasciare prima della fine perché ho un appuntamento con il sindaco di Modena». A quel punto il prefetto De Miro, prima di dare la parola ai sindacati si è rivolta all’Ad di Seta: «Guardi, siamo qui in tanti. Il sindaco di Reggio è presente in prima persona assieme ai suoi collaboratori. I temi che tratteremo meritano tutta l’attenzione. Per questo riterrei giusto che lei rimanesse fino alla fine». Poi, i sindacati prendono la parola e aprono il cahier de doleances già noto: poca sicurezza, poca agibilità nelle strade cittadine, tornano a chiedere le corsie preferenziali e altre misure. Prende la parola a quel punto Odorici e si scaglia contro i sindacati, colpevoli - a suo dire - di descrivere una situazione lontana dalla realtà.
Finito il suo intervento, mentre altri interlocutori stanno parlando, Odorici si alza, si rivolge ai suoi collaboratori: «Ciao, io vado». A quel punto, il prefetto De Miro, sbotta, forse intendendo che quel saluto, decisamente informale, fosse rivolto a lei e agli altri partecipanti al summit: «Lei non si può permettere di rivolgersi a me in questo modo» dice. Ma Odorici è già fuori dalla sala, tra l’incredulità di tutti quelli che hanno assistito alla scena. Il prefetto allora prende la parola e per dieci minuti è una durissima requisitoria contro l’atteggiamento dell’amministratore delegato e «quella sedia vuota, che mi irrita» dice.
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