«Campovolo? Serve di più un palasport»
Alberto Bigi dell’Arci dice sì ai grandi eventi, ma chiede anche altri spazi: «C’è bisogno di una struttura polifunzionale»
REGGIO EMILIA. Uno sviluppo e una valorizzazione dell'Area Nord anche tramite la costruzione di un nuovo Palasport Auditorium polifunzionale, in prossimità della Mediopadana, con l’avvio in concreto della progettualità possibile sul Campovolo. Non solo il parco della musica, per ospitare i grandi eventi. Ma anche, e soprattutto, una nuova struttura nella quale possano svolgersi concerti come partite di basket, sotto alcuni aspetti più urgente rispetto alla tanto vagheggiata mega arena. Il mondo della cultura e quello degli spettacoli si interrogano sul progetto che l’amministrazione comunale ha messo nel mirino per il campovolo.
E chiede a gran voce, nel caso in cui il progetto in futuro dovesse davvero andare in porto, che la “mano” pubblica sia in qualche modo più consistente rispetto a quella privata, in modo che la città esca arricchita da un’operazione su cui l’ombra delle speculazioni è sempre in agguato. A chiedere la realizzazione di una struttura polifunzionale è Alberto Bigi, componente della direzione regionale Pd, che da anni si occupa di spettacoli all’interno dell’Arci, dove ha ricoperto in passato anche incarichi dirigenziali.
«Penso che tutta l’Area Nord, vicina anche fisicamente alla Mediopadana, necessiti di un dibattito che merita la massima attenzione da parte di tutti coloro che possono mettere in campo forze – afferma – anche i privati. Ma la mia preoccupazione per il campovolo è che sia un progetto “governato” dalla città: porte aperte ai privati, che sono sempre i benvenuti, ma il pallino deve essere nelle mani della collettività e dell’amministrazione. Il campovolo non è magico per un artista o per un altro, ma per tutti quei i volontari che per anni si sono impegnati a renderlo uno spazio attrattivo per gli eventi. Per quetso, l’amministrazione, il pubblico, deve svolgere il ruolo di vera cabina di regia».
Per Bigi, il campovolo rappresenta davvero un’opportunità, finora non sfruttata appieno nelle sue potenzialità.
Ma l’arena grandi eventi è solo un tassello di un ripensamento complessivo della politica degli spettacoli cittadina che troverebbe il suo fulcro soprattutto in un nuovo e più moderno palasport multifunzionale, valido anche per organizzare concerti, convegni o altre manifestazioni per un pubblico non per forza numeroso come quello dei grandi eventi.
«A Reggio, sul modello di alter città europee, serve un posto per gli eventi - aggiunge - abbiamo un teatro meraviglioso, ma con mille posti. Io credo che in città ci sono due esigenze: non solo i grandi eventi e le ottime idee per il campovolo, ma la necessità di avere con più frequenza eventi di medio livello, che nel 2014 non si possono ospitare al PalaBigi, una struttura che amo, ma con caratteristiche ormai superate: è scomodo, si fa fatica a parcheggiare e non ha requisiti di altezza. Per questo credo che serva una struttura polifunzionale, sempre nell’Area nord: una struttura che manca molto alla città, più dei grandi eventi, che certo sono importanti e possono portare tanto, in termini di indotto». Ma Bigi non è l’unico operatore culturale che ieri si è espresso sull’ipotesi parco della musica al campovolo. A farlo, dal proprio profilo Facebook, anche Andrea Canova, figlio dell’ex presidente dei Teatri, Elio. «Se va male, si è consapevoli che il privato che ha investito chiuderà su baracca e burattini lasciando le macerie all'Amministrazione comunale?», ha domandato Canova su Facebook, in un lungo post che in poche ore ha riscosso circa 60 commenti.
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