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Il sospetto: scintille all’origine del fuoco

Il sospetto: scintille all’origine del fuoco

L’ncendio che ha distrutto il fienile a Felina: un operaio tagliava pezzi metallici con un flessibile. Vigili ancora al lavoro

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CASTELNOVO MONTI. Erano ancora presenti le fiamme, e si continuava a levare il fumo ben visibile anche da una certa distanza, ieri pomeriggio a più di 24 ore di distanza dallo scoppio dell’incendio nel fienile della cooperativa Pratofontana, nella zona artigianale di Felina. Il rogo, divampato poco dopo le 12 di mercoledì, ha incenerito circa 2.500 rotoballe di fieno e ha distrutto il fienile. L’edificio non è completamente collassato, ma le travi risultano visibilmente piegate e contorte dal calore altissimo che l’incendio ha provocato. Un danno per l’importante realtà agricola superiore a 6-700 mila euro, tra il valore di mercato del fieno e quello del capannone. Un fatto che avrà sicuramente una ricaduta negativa sull’economia locale legata alla produzione del Parmigiano Reggiano.

Fortunatamente le fiamme non hanno raggiunto la stalla, dove sono ospitati più di 300 capi di bestiame, ma ora la cooperativa dovrà ricorrere al mercato per “coprire” l’enorme ammanco di fieno per nutrirli. Ieri erano ancora in zona i vigili del fuoco, che dopo una intera giornata di lavoro (mercoledì), nella notte hanno anche lasciato una squadra a controllare la situazione, affinché fosse completamente scongiurato il propagarsi delle fiamme ad altre strutture della cooperativa, o verso le abitazioni e le attività produttive vicine. Ieri pomeriggio non si escludeva che una squadra venisse lasciata sul posto anche per la seconda notte. La quantità di materiale ospitata nel capannone potrebbe alimentare le fiamme ancora a lungo.

Nonostante la situazione fosse ancora di alta emergenza, ieri attorno al fienile si sono notati anche segni dell’attività necessaria per mandare avanti la stalla. Lo conferma Eros Carobbi, responsabile tecnico della Pratofontana. «Fortunatamente né le stalle, né altre strutture, a parte il fienile, hanno subito danni dall’incendio, per cui siamo riusciti a dare da mangiare alle mucche, a mungerle e ad accudirle. L’attività insomma va avanti, anche se è chiaro che ci sono delle grosse difficoltà».

Intanto proseguono le indagini, condotte dai vigili del fuoco e dai carabinieri di Castelnovo, per individuare le cause del rogo: c’è l’ipotesi, emersa fin dal primo momento, che possano essere riconducibili ad alcuni lavori in corso nell’area attigua al fienile per la realizzazione di due nuovi silos; lavori condotti da un’impresa di Bagnolo, con un operaio che, secondo alcune testimonianze, poco prima del divampare dell’incendio stava lavorando al taglio di alcuni elementi metallici con un flessibile. A supportare l’ipotesi del propagarsi delle scintille ci sarebbero anche i primi rilievi, mediante i quali sarebbero stati individuati gli attrezzi usati dagli operai, abbandonati in fretta vicino al fienile. Ma per ora non è possibile escludere del tutto nemmeno l’ipotesi di una combustione autoprodotta dal processo di fermentazione del fieno. Questa può verificarsi solo se il fieno viene stoccato quando non è ancora ben essiccato. Oggi intanto la cooperativa effettuerà alcune verifiche più approfondite per quantificare con maggiore precisione il danno subito.

Luca Tondelli

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