Odorici: «Via dal vertice perché avvisato tardi»
Tavolo per la sicurezza: la Prefettura inviò il 2 luglio l’invito al suo indirizzo mail «Mai ricevuto nulla, avevo un altro impegno: allertato la mattina stessa da Til»
REGGIO EMILIA. «Né io né Seta abbiamo mai ricevuto alcun invito da parte della Prefettura relativa al tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica fissato a Reggio. Per questo, dopo il mio intervento, sono dovuto andare via. Avevo un altro incontro improrogabile a Modena fissato da settimane». L’amministratore delegato di Seta, Pietro Odorici, spazza via - non senza stizza - la dura reprimenda partita mercoledì scorso dal Prefetto di Reggio Antonella De Miro, che ha sonoramente bacchettato il manager della società di trasporti, reo di aver abbandonato il summit al quale hanno preso parte gli stati generali della politica, dei trasporti e delle forze dell’ordine locali.
Odorici, è partito anzitempo e ha fatto infuriare il Prefetto. Perché se ne è andato?
«Nessuno mi aveva avvertito della riunione. Mi ha avvisato la mattina stessa Badalotti di Til, che conosco personalmente. Vista l’importanza dell’evento sono andato, ho parlato per 20 minuti e poi mi sono alzato per recarmi a Modena, dove mi aspettava un assessore con alcuni legali per un’altra vicenda. La polemica in atto mi sembra fuori luogo. Al tavolo è rimasto il nostro direttore della rete. Lui poteva rispondere a tutti i quesiti».
Sia nella convocazione che nelle email inviate dalla Prefettura il 2 luglio scorso, si legge anche il suo indirizzo. Possibile che non l’abbia ricevuto?
«Assolutamente no. A meno che non ci sia stato un disguido a livello di segreteria. Tutte le mie email personali e quelle che giungo a Seta vengono protocollate. Ho chiesto di controllare e non ve n’è traccia alcuna. Punto».
A Reggio la situazione dei trasporti è rovente: a gennaio è morto un ragazzino che scendeva dal bus, c’è un’inchiesta in corso, ci sono decine di episodi di violenza e il rapporto con gli autisti è ai minimi. Non era forse il caso di rimandare l’altro incontro?
«No. Ripeto: c’era un nostro alto dirigente al tavolo, a meno che qualcuno non voglia sminuire il suo ruolo. Non capisco l’attacco anche dell’assessore Tutino. Non ci siamo sottratti al dibattito e non sottovalutiamo assolutamente il problema della sicurezza. Mi spiace che il Prefetto non abbia gradito la mia partenza ma non l’ho fatto certo per maleducazione».
Ha sentito il Prefetto per calmare le acque?
«No, ho chiamato il sindaco Vecchi per fissare un incontro ma era occupato in giunta».
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