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Torna Festareggio, i conti sono in rosso

di Evaristo Sparvieri
Torna Festareggio, i conti sono in rosso

Perdita di circa 400mila euro accumulata in 4 anni: bilancio in attivo solo nel 2013, ma per una cifra di appena 40mila euro

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REGGIO EMILIA. Il cartellone degli spettacoli verrà presentato oggi, quando saranno resi noti gli artisti che prenderanno parte alla manifestazione, al via l’ultima settimana di agosto. Quanto al calendario degli appuntamenti politici, bisognerà invece aspettare ancora alcuni giorni. Ma la prossima edizione di Festareggio – la festa provinciale del Pd che quest’anno dovrebbe assumere il doppio nome tornando ad essere anche Festa dell’Unità – partirà con un gap difficile da superare: un “buco”, accumulato nel corso degli anni, pari a circa 400mila euro. È questo il disavanzo registrato negli ultimi quattro anni di festa, dal 2010 al 2013, con un attivo raggiunto solo nel bilancio dell’anno scorso: un avanzo di gestione di appena 40mila euro, insufficiente a coprire le perdite degli anni precedenti.

TRE ANNI IN PICCHIATA. Il conto, adesso, è tutto sul “groppone” dell’attuale segreteria democratica, ricevuto in eredità dalla passata amministrazione. In particolare, nel 2010 il passivo registrato è stato pari a circa 100mila euro, cui si è aggiunta una perdita di uguale portata nell’anno successivo. Nel 2012 ancora un disavanzo, questa volta raddoppiato: circa 200mila euro. Un conto lievitato di pari passo con l’importanza della festa: nel 2012, infatti, l’area del Campovolo aveva ospitato la festa nazionale del Pd, con un conseguente sforzo di costi maggiore rispetto alle edizioni precedenti. Di qui un nuovo “buco” sul “buco” già esistente, arrivando all’attuale passivo di circa 400mila euro, nonostante lo straordinario impegno degli oltre mille volontari e le circa 280mila presenze in media che ogni anno animano la festa, a tal punto da renderla l’iniziativa politico-culturale con la maggior presenza di pubblico in tutta la provincia.

PIENONE MA POCHI PAGANTI. Contrazione dei consumi e aumenti dei costi di allestimento. Sono queste le due voci che hanno influito in negativo sui conti, lasciando spesso all’asciutto i fornitori. Due voci della crisi economica che non ha risparmiato nessun settore, compreso quello dell’intrattenimento politico-culturale targato Pd. La gente va alla festa, ma poi nessuno spende. È questo il refrain che aleggia a Festareggio, con il comitato esecutivo che già dall’anno scorso ha cercato un’inversione di tendenza, puntando sul contenimento delle spese generali e sull’alleggerimento dei costi di allestimento.

UN MODELLO DA RIPENSARE. Ed è a partire da questo “buco” che in via Gandhi starebbero già pensando ad un nuovo modello di festa, che comunque prenderebbe piede solo nel 2015, con l’apertura di qui a breve di un ragionamento in seno alle direzione provinciale del partito e al comitato esecutivo della festa rimasto finora “bloccato” a causa delle amministrative del 25 maggio. Proprio le elezioni, che per mesi hanno impegnato gli organi dirigenti e i volontari in una lunga sfida elettorale avviata dalle primarie di marzo, saranno al centro anche della Festa di quest’anno: elezioni regionali, questa volta, con Festareggio che diventerà il quartier generale dell’inattesa campagna elettorale dopo le dimissioni del presidente, Vasco Errani.

NO LOW COST. Ma anche se le casse della festa languono, in casa Pd respingono l’idea che quella ai nastri di partenza sarà una festa low-cost. Al contrario, dalle parti di via Gandhi sono pronti a scommettere sul successo della manifestazione. Non tanto per i nomi che arriveranno qui a Reggio, per ora top secret. Ma soprattutto per l’impegno dei tanti volontari, la vera ricchezza del partito, che si annunciano come sempre numerosi nei ristoranti e nei gazebo. L’imperativo, in casa Pd, è alzare la qualità dell’evento, apportandovi da subito alcune piccole innovazione e continuando l’operazione trasparenza avviata nel 2013: il coinvolgimento dei circoli, a partire da settembre, per metterli al corrente dello stato di salute dei conti e per aprire un confronto sulla prossima impostazione. Sarebbero questi, secondo il partito di via Gandhi, le prime mosse per rilanciare un’iniziativa tra le più sentite dalla cittadinanza reggiana. Quanto ai fornitori, dal Pd assicurano che saranno regolarmente pagati, continuando a saldare con gli eventuali utili anche quanto finora non è stato saldato.

@evarspar

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