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Tentato omicidio e rapine: tre banditi rinviati a giudizio

Tentato omicidio e rapine: tre banditi rinviati a giudizio

CASTELLARANO. Sono stati tutti e tre rinviati a giudizio per tentato omicidio in concorso e per rapina a mano armata. Si tratta di un trio che imperversò, lo scorso anno, tra Castellarano, Modena e...

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CASTELLARANO. Sono stati tutti e tre rinviati a giudizio per tentato omicidio in concorso e per rapina a mano armata. Si tratta di un trio che imperversò, lo scorso anno, tra Castellarano, Modena e provincia (Formigine e Vignola), e che viene ritenuto responsabile di sei rapine ai danni di supermercati e di sale gioco. Un filotto di tutto rispetto che terminò con l’ultimo colpo, il 30 maggio 2013, alla sala giochi Slot 777 Play Slot a Ubersetto di Formigine.

Durante questa rapina venne sparato un proiettile ad altezza uomo. Il 3 giugno, dopo il colpo alla sala di Ubersetto, furono arrestati in due: Federico Aravecchia, 31enne nato a Sassuolo e residente a Castellarano, e Alfred Plepci, albanese 26enne residente a Sassuolo. In seguito fu pizzicato dai carabinieri di Sassuolo anche il terzo componente della banda, Giuseppe Farella, 47enne di Avellino, residente a Sassuolo, identificato grazie all’auto usata nella fuga nell'ultima rapina, così come in altri colpi, riconosciuta da un testimone e di cui già si conosceva una parte della targa.

Durante le perquisizioni erano spuntate una pistola con la matricola cancellata e una scacciacani a casa del 31enne, oltre ad abiti ad hoc per una rapina. A casa dell’albanese venne trovato un fucile rubato a San Giovanni in Persiceto (Bologna). Oltre alle armi vennero trovati anche giubbotti e occhiali, indumenti utilizzati per mettere a segno una serie di rapine, almeno sei quelle che gli sono state attribuite dall’inizio dell’anno per un bottino complessivo di 25mila euro. Due colpi, ai danni dello stesso obiettivo, a distanza di qualche giorno o settimana l’uno dall’altro, il 7 e il 20 gennaio, alla sala giochi Imperial di Castellarano; il 28 febbraio e il 9 aprile fu preso di mira il Conad di via Formigina a Modena; il 26 aprile il Conad di via Resistenza a Vignola e il 12 e il 30 maggio la sala giochi Play Slot 777 di Ubersetto di Formigine che frutto circa 6mila euro. Il titolare reagì, uscì per inseguire i banditi. Aravecchia sparò un colpo all’altezza del capo e solo per caso non colpì il cinese.

Da qui l’accusa di tentato omicidio, estesa anche agli altri due nonostante non abbiano sparato o non fossero armati: erano a conoscenza che Federico Aravecchia avesse la pistola e che questa avrebbe potuto essere utilizzata nei colpi. (s.to)

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